Nova Feeria

 

Nova Feeria

Nova Feeria è lo spazio virtuale in cui profilereranno le storie e gli immaginari dell'antropos che ricerca la propria esternalità radicale.
Nuove storie e mondi selvaggi in grado di suscitare stupore defamiliarizzato, interconnessi spazio-tempo al resto delle vite e i loro micro-cosmi.

Nova Feeria is the virtual space in which the stories and imaginaries of the anthropos - who seek their own radical externality - will proliferate..
New stories and wild worlds capable of arousing defamiliarized amazement, will be space-time interconnected with the rest of lives and their micro-cosmoses.

w/ 333coconutz

333coconutz è un doppleganger, emanazione virtuale dell'artista Dalia D. Pisoni
Il suo lavoro si genera dal desiderio compulsivo di poter esperire e creare altri mondi/narrazioni/portali che vadano a riformulare la realtà sensoriale umana -
deantropocentrizzare la natura fornendole una nuova pelle polimorfica - narrare il tragico vivere dell'antropocene.

"Ogni visione, immagine o oggetto può aprire portali per altre dimensioni, talvolta queste collidono con lo spazio in cui viviamo,
generando nuove entità e nuovi miti rigogliosi capaci di aprire infinite nuove vie percorribili.
Questi splenderanno di salvezza quando il buio che cola dall'ego della nostra specie avrà inghiottito tutto" 

333coconutz is a doppelganger, virtual and spiritual emanation of the artist Dalia D. Pisoni
Their work is generated by the compulsive desire to be able to experience and create other worlds / narratives / portals that reformulate the human sensory reality-
deantropocentrize nature by giving it a new polymorphic skin - narrating the tragic life of the anthropocene.

"Every vision, image or object can open portals to other dimensions, sometimes these clash with the space in which we live,
generating new entities and new luxuriant myths capable of opening infinite new paths.
These will shine with salvation when the darkness that gushes from the ego of our species has swallowed everything. "

Podcast

Listen / Info
04/03/2022

Ep.6 Between all theese stories lay your broken body (The Unspoken Interlude)

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Nova Feeria midlife - No narration this time, only emotions like ye olde times
Enjoy Life
Drink Redbull
Kill Landlords
Forget ur body

Tracklist:

  1. jjjacob - Entering Autumn
  2. Migu - Let It Go Away
  3. dj bobo1 - Drop
  4. Dj Marsello - WIND TEMPOS DE PULTARIA
  5. SERVICE-83029288🗨️HATSUNE_MIKU_SINGING_CARAMELLDANSEN_REMIX_ウッーウッーウマウマ(゚∀゚)_—-—_HAZE_&_JDUB_-_FADED
  6. Xiu Xiu - In lust you can hear the axe fall
  7. Parl Dro - He Enveloped Her In a Hug
  8. Museum Of Natural History - at midnight
  9. Dida - Festivo
  10. Grizzly x Friedrich Gulda (Nightcore) Intermission
  11. Luca Borsato721 - Magic Spells (A new Kind of Love)
  12. E D O - N . I + A - migu(le fléau des vignobles remix)~
  13. Bladee & Mechatok - not much of a life (SALEM cover)
  14. L.CIE2 - sidebyside
  15. Shushu - Something You Don't Need To Know
  16. 333coconutz - SnowPatrol in Red (Killenjoy2 x Polo Perks)
  17. Aeoi - Binding
  18. ཛདཌཌཛན© - KISS©
  19. Bby Eco - Heartache
  20. Tumy - Celicole Lament
Listen / Info
04/02/2022

Ep.5 Piccoli Soli X Davide Fossati

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Cover Art by Davide Fossati (@Abraxas)

C era una volta in un paese piccino piccino un topolino che venne divorato da un gatto, ma questo topolino in realtà non era un vero topolino, anche se lo sembrava, perché era grigio e piccolo ma era una granata che fece esplodere il gatto in mille pezzi e sparse le sue viscere, il suo sangue e pezzi di ossa sulle pareti della stanza in cui il gatto aveva mangiato il topolino. Che stanza era? Era un ripostiglio delle scope di un ospedale. Era pieno di scope. Ce ne erano in tutto 7, tra spazzoloni e altri vari strumenti per la pulizia e l’igiene dei pavimenti. Dopo l’esplosione poco si salvò e Mirasol, l’addetta alle pulizie peruviana, pianse a dirotto quando scopri che dei suoi amati scope e spazzoloni e detergenti e guanti di plastica ormai nulla era rimasto, per questo tornò a casa e costruì un fucile a piombini con il quale si sparò più volte sul dorso del piede, essa lo fece per l’immenso dolore che provava, ma ancora di più soffriva perchè non sapeva come comunicare agli altri, soprattutto ea suo marito Feliz, la sua disperazione. Per questo improvvisò questa performance e per una settimana si fece lo shampoo con la benzina, invitando il marito a fare lo stesso.
E questa era la storia di Marisol, la calva.


Un dentista un giorno si rifiutò di togliere un dente ad un paziente, anche se questo ne aveva bisogno, ma quel giorno aveva deciso che si sarebbe ribellato alla sua natura, che avrebbe dovuto provare ad essere qualcosa di diverso, di nuovo, si improvvisò detective. Iniziò quindi ad indagare sulla sua segretaria, che lo serviva da anni ormai, forse con troppa devozione, nascondeva qualcosa probabilmente. L’uomo che invece aveva bisogno che gli venisse cavato il dente come era prevedibile si adirò con l’ex dentista, si precipitò come una asteroide nel suo studio, trovandolo con una lente di ingrandimento in mano intento ad analizzare impronte, lo afferrò per il bavero e lo scrollo gridandogli in faccia e anche sputando un po’ pregandolo di salvarlo da quel dolore tremendo, ricordandogli la sua vera natura. Ma niente ci fu da fare e al pover uomo non restò che lanciarsi giù dalla finestra per porre fine alle sue sofferenze, che erano immense. Il dentista rimase con la lente di ingrandimento davanti all’occhio sinistro, e osservando il cadavere dell’uomo nella strada sottostante disse: “uhmmmmmmm”.

E questa era la storia del detective Severini.



Quando due mucche si incontrano nella fattoria di solito non si dicono granchè, perché le due loro vite sono pressochè identiche e non hanno niente da dirsi. Questo accade anche tra alcune persone, due di queste hanno nome D e B, non si conoscono ma le loro vite sono praticamente sovrapponibili, fanno lo stesso lavoro in due citta diverse, hanno entrambi un cane, due figli, una moglie che fa la casalinga, una casa con giardino, vanno anche a trascorrere le vacanze nello stesso posto in montagna solo che non lo sanno. D e B moriranno lo stesso giorno alla stessa ora, nello stesso modo cioè investiti da un tram con i freni rotti, perché aveva i freni rotti quel tram? Un terrorista urbano di nome Kowsloski lo aveva sabotato la notte prima e non era certo il primo tram che sabotava, voleva portare il caos ovunque, una volta aveva messo una bomba in una piscina. Tutti lo odierebbero se solo conoscessero la sua identità.

E questa era la storia di Kowsloski, sempre sia dannato.



In una gabbietta possono stare ammassati circa 50 canarini gialli, Andrea lo aveva scoperto ammassando cinquantadue canarini gialli in una gabbietta per canarini, li aveva comprati alla fiera dedicata ai volatili quella domenica. Andrea era ossessionato da quella domanda, quanti ce ne sarebbero stati? Aveva risposto alla domanda: erano cinquantadue, ma non aveva pensato che i canarini comunicano tra loro attraverso sofisticatissimi sistemi di ultrasuoni e che e che infastiditi dallo stretto spazio si erano messi a inviare messaggi di aiuto in lungo e in largo e il messaggio era arrivato a Tigre, il più grande canarino del mondo, re di un piccolo villaggio africano che non vale la pena nominare. Tigre era un sovrano illuminato e pur comprendendo la sete di sapere di Andrea, trovandosi anche lui spesso a speculare sui misteri del mondo, non potè tollerarr che suoi piccoli simili venissero trattati in quel modo, per questo volò fino alla casa di Andrea e senza dire nulla sfondò la finestra e gli staccò la testa col becco, liberò i suoi amici canarini e se ne tornò al villaggio dove lo attendeva sua moglie Ulah. Ma se esistono canarini di queste dimensioni, quanti ne potrebbe davvero contenere una piccola gabbietta?

E questa era la storia di Ulah che aveva sposato un grande re canarino e aveva sconfitto così la povertà.



In un paese di contadini dove ognuno coltivava il suo pezzetto di terra e viveva sereno nacque un giorno una palla rosso fuoco dal grembo di Ella, una delle donne che popolavano il villaggio, la palla era pesante circa come un maiale e ed era di colore rosso, come il sole quando è molto vicino all’orizzonte, la madre non sapeva che farsene ma qualcuno disse che era meglio sotterrarla e non pensarci più ma la madre si oppose perché le era molto attaccata a causa dell’istinto materno, la tenne, le preparò un piedistallo e li la poggiava e la contemplava, la puliva ogni giorno e la lucidava, il marito tollerava quelle stravaganze perché amava la donna e poi era molto più gracile di lei che invece era enorme e palestrata e ne aveva paura. Passarono gli anni e la palla era sempre di quel suo rosso acceso, sempre ben tenuta dalla donna che invece invecchiava sempre più e perdeva le forze, persino sul letto di morte chiese che le venisse portata quella sfera pesante, voleva vederla prima di morire e lasciare questo mondo, e allora gliela portarono e lei la tenne fra le braccia finchè non spirò, in quel momento la palla divenne di un bel color turchese, come un cielo d’autunno.
Ed era questa la storia di una donna molto muscolosa che partorì una sfera rossa.



Quando Cosimo calpestava un fiore piangeva, e ogni volta che piangeva suo padre lo batteva perché era un segno di debolezza e raccoglieva il fiore e glielo mangiava davanti agli occhi dicendogli, vedi vedii guarda per cosa piangi, guarda come mi mangio questo fiore, e lo azzannava e digrignava i denti gialli e lo prendeva a schiaffi. Un giorno Cosimo usci come al solito con suo padre per andare a caccia di orsi e stava sempre attento a non calpestare i fiori senza farsi accorgere da suo padre che invece saltava da uno all’altro ridendo, e gli diceva vedi così si si fa avanti, su fallo anche tu, ma Cosimo non voleva e piangeva piangeva e suo padre lo batteva allora lui magari poggiava il suo piedino delicato sulla testa china di una campanula ma questo non bastava a saziare la fame di violenza del padre. Cosimo faceva cosi perché aveva sognato che un fiore lo veniva a trovare e gli portava dei biscotti molto buoni e non voleva fare male ai fiori, il padre invece era arrabbiato perchè sua mamma era morta per un allergia alle margherite. Spuntò un orso da un cespuglio, i due ammutolirono, il padre estrasse il suo tridente e lo scagliò con forza verso l’animale che fece in tempo a gridare. “Aspett..!” prima di morire trafitto come un merluzzo.

Fine della storia di Cosimo e l’orso.



Due nuvole parlavano tra loro così: Mmmmmmmmmmmmmmmm mmmmm mmmm mmmm mmm mmmmmm erano d’accordo su tutto, si unì il cielo che disse: Nnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn anche lui concordava evidentemente, le stelle arrivarono quando fece un po’ più tardi e aggiunsero dddddddddddddddddddddddd felici di trovarsi anche loro perfettamente in accordo su quanto detto, infine la luna e il sole che già si erano confrontati prima si unirono al discorso dicendo ggggggggggggggggggg, e così si concluse il tutto.
Sotto a tutto questo il sig. M preparava la colazione, ma era insoddisfatto del proprio fornello, esigeva fiamme più alte, almeno mezzo metro di più, quel giorno quelle flebili fiammelle gli sembravano ridicole, per la sua colazione che erano uova, era necessaria una potenza di fuoco maggiore, anche la padella era decisamente troppo piccola. Pensò come fare e essendo solo un povero uomo limitato e mortale chiese aiuto al cielo e al firmamento, alzò la testa verso l’alto e si squadernò in preghiere e suppliche. In coro il cielo e i suoi astri risposero bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb. Concordando tutti.

E questa era una storia di un piccolo uomo solo.




Se un uomo e una donna si incontrassero un giorno in un ascensore l’ascensore potrebbe rompersi e cadere giù fino al piano delle cantine e sfasciarsi con loro dentro facendoli morire, impiegherebbe pochissimi secondi e sarebbero uniti per sempre chissadove nell’eternità. Quello che potrebbe succedere altrimenti è che il bravo ascensore quel giorno potrebbe continuare a fare il suo mestiere e portare uno al terzo piano e l’altra al quinto separando le loro strade per sempre. In alternativa si potrebbe semplicemente guastare fermandosi al secondo piano con loro incastrati dentro.
La donna potrebbe chiamarsi Maria, l’uomo potrebbe chiamarsi Artemis, potrebbero guardarsi, salutarsi, presentarsi, innamorarsi, baciarsi, fare l’amore, concepire un bambino, dargli un nome: Carlo, educarlo, portarlo in gita a vedere i piccioni a Milano, comprargli le castagne in inverno, vederlo crescere e amarlo, sorridere e piangere con lui e poi da vecchi forse dimenticarlo, chi è? è Carlo, è tuo figlio! Ah, ecco, che bel giovanotto. Come si chiama? Carlo.

E questa è la storia di Carlo, un bel giovanotto.




Se un uomo si adira contro il suo corpo si fa del male da solo ed è colpevole ma se si adira contro la sua anima chi è che compie il peccato? Queste le parole che il prete diffondeva al pubblico presente durante la celebrazione, li incalzava, se l’uomo ha bisogno di dio allora perché fa tutt’altro? Eh? Perché peccate? Non è forse meglio non peccare? Perché vi agitate sempre? Non è meglio stare un po’ tranquilli sulla via della pace? Mi fate proprio arrabbiare, diceva, non potete fare i bravi una volta? E smetterla con queste cose brutte? Per una volta dico, non sarebbe meglio? Per favore, potete smetterla? Tutti insieme? Per una buona volta! Sono anni che andiamo avanti così, saranno millenni! La vogliamo piantare? Per una volta!
Tutti amavano quel prete buono e annuivano per non contraddirlo, ma senza ascoltarlo.

Questa è la storia di un sant’uomo adirato.

Tracklist:

  1. Baby Pantera Gideo & Otro - Otoño
  2. Miss Jay - Encerrade (ft acideyes)
  3. Somnambulist - Yayo Club Edit
  4. Justin Carter - Midnights with Tuesday (w Musique Chienne)
  5. MYEN - DORNMYRTE
  6. cleo walks through glass - hell scape baby.mp3 (CLEO X ETCH BATH SALTS)
  7. RLX ASSASSYN- New Life After Falling (master)
  8. Llanto - LOVE TOOL
  9. Xx_DustBunny_xY - Fairy's Hand Mirror
  10. vattenrum - 2 beats
  11. NO CLIP - GRIP THAT
  12. Ruby - when you touch a mans heart hell remember it forever
  13. Olmatri - Voices from the other world
  14. ESCHA - An Outward Visible Sign Of An Inward Invisible Hell
  15. lil rhiz0me - twistedparadise
  16. oxhy - A Song For You While I Sleep
  17. Dj Fucked In The Head - I Love You But X Has To Give It To Me
Listen / Info
11/01/2022

Ep.4 Tombe e Germogli X Davide Delli Gatti

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Prima lettera ricevuta da Claire Josephine Delacroix, ritrovata incisa in un talismano.

Cara Claire,
Avrai sentito dire dai nostri amici comuni che sono un uomo bizzarro, inquietante, forse addirittura pericoloso.
Ti prego di non ascoltare queste meschinità, sono calunnie dette da persone mediocri e ascoltate da persone mediocri.
Io leggo i volti, Claire, e vedo che tu non sei come loro: i tuoi occhi celano abissi inesplorati, come la goccia di rugiada da cui nacque l’Albero delle scienze.

I giardini di Parigi non ti fanno giustizia, la tua bellezza rovina il paesaggio, fa sfigurare l’estate più soleggiata, la fa sembrare il più bieco degli inverni.
Devi sentirti così sola, ad essere così perfetta, più simile a una statua immortale che a un mero essere umano.

Hai i lineamenti di un angelo ma i capelli scuri e lo sguardo severo, altezzoso.
Essere altezzosi non è segno di arroganza, è un metodo di difesa. Giudicare chi ritieni inferiore a te ti fa sentire in colpa, ma non dovrebbe. Se questa vita fosse abbastanza elegante da essere vissuta, allora gli uomini ti porterebbero doni e sacrifici, ti venererebbero come una dea. Questo, ovviamente, perchè non sanno davvero cosa sia Dio.


Mi sveglio ora da un torpore anormale, e apro gli occhi per guardarmi intorno.

Mi trovo in un appartamento stretto e tortuoso, dalle mura di un rosso sanguigno, decorate da dozzine di pianticelle rigogliose appese al basso soffitto. Le finestre sono piccole e strette, e lasciano filtrare raggi di luce lattiginosa. Mi alzo affaticato dal mio giaciglio e guardo fuori per riconoscere il paesaggio tipico di un uggioso pomeriggio nel centro di Parigi, visto dal sesto piano di un palazzo ottocentesco.

Mi trovo chiaramente nell’appartamento di una donna di nome Claire, che ho recentemente conosciuto a un’insulsa festa a casa di uno studente di filosofia della Sorbona. 
In mezzo alla boriosa discussione circolare sulla natura del pensiero scientifico, che inevitabilmente si è palesata dopo appena mezz’ora di chiacchiere cordiali, lei è stata in silenzio all’inizio, ma ha immediatamente notato le falle nei miei intellettualismi da salotto. Sono immediatamente scoppiato a ridere, notando che l’unica persona che aveva qualcosa da dire se ne stava in un angolo della sala, seduta in silenzio su una chaise longue. Ascoltava attenta la conversazione, sottolineando ogni non sequitur, ogni ad hominem e ogni citazione inventata, senza però aggiungere nulla. Non era, in fondo, un argomento particolarmente interessante.

A un certo punto della serata, dopo abbondanti bicchieri di vino liquoroso, ricordo chiaramente uno scambio di sguardi, un mezzo sorriso, e poi il vuoto più assoluto.
Forse il liquore era più forte del previsto, fatto sta che mi ritrovavo sveglio solo adesso, nel tardo pomeriggio di quello che suppongo fosse il giorno dopo.
Per qualche motivo so istintivamente che questo è il suo appartamento, anche se non ne mantengo alcun ricordo. Certe cose succedono spesso, come quando nei sogni si è assolutamente certi di trovarsi nella casa dei propri genitori, o nella propria scuola elementare, anche se ci troviamo in mezzo ai labirinti deformi tipici del Mondo del Sonno.

E’ possibile che lei mi avesse già spiegato le circostanze del mio soggiorno in casa sua, e che io avessi dimenticato tutto a causa dell’alcool, ma la testa non mi girava, non avevo nausea, e soprattutto non avevo memoria di aver bevuto più del consueto. 

Nei miei studi ho imparato il rischio che si cela nel sottovalutare ciò che è inusuale, e so che l’unico modo per non perdersi nelle correnti cangianti del caso è seguire il filo rosso che unisce i Simboli. Con un rapido balzo in avanti apro la porta e sono sul pianerottolo.

***

Nona lettera ricevuta da Claire Josephine Delacroix, ritrovata incorniciata e appesa al muro della sua camera da letto a Beaulieu-sur-Mer.
Claire, mia adorata,
Come ben sai, Chuang Tzu sognò una notte di essere una farfalla, e al risveglio non sapeva se era un uomo che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che stava sognando di essere un uomo.
Ebbene, come Chuang Tzu ho sognato di essere un uomo diverso, in una città diversa. 

Eravamo seduti a un tavolo in rovere in un grande portico i cui muri erano decorati con enormi mosaici di stile cretese, tinti nei colori del rosso, del bianco e del blu. Io ero tranquillo, e tu sorridevi come non ti ho mai vista sorridere. La musica di arpe invisibili risuonava nell’aria primaverile, e tenendoci per mano ballavamo scalzi, al centro di un prato fiorito. I profumi erano abbastanza intensi da stordire l’olfatto, il sole accecava, ma per la prima volta questo dolore sembrava piccolo, soffocato dall’immensa felicità che ci apparteneva, che avevamo avuto il coraggio di afferrare.
Danzavamo come gli antichi dopo un buon raccolto, come Democrito dopo aver visto l’atomo, come Cleopatra e Marco Antonio sulla prua di una trireme, mentre il loro amore affondava presso le coste dell’Acarnania.

Claire, io ti giuro con tutto me stesso che quei due eravamo noi in carne ed ossa, non due immagini illusorie partorite dalla mia fragile mente. 
Io ti giuro Claire, mia musa e mia dea, che un giorno vivremo come loro. 
Come fantasmi nel giardino dei sogni.

***

Arrivato al primo piano vedo la luce lattiginosa del giorno illuminare un piccolo corridoio sotto di me, e sento uno strano suono: alla mia destra sembrano frusciare delle foglie secche trasportate dal vento.
Alla mia destra però vedo solo un solido muro di cemento. Nello specifico il muro in cui è incastonata la porticina di legno che porta all’appartamento di un inquilino il cui nome è stato completamente cancellato dalla targhetta in ottone.

Un segno indecifrabile e nostalgico di vita appare all’improvviso da un appartamento abbandonato, il cui proprietario è stato cancellato dal tempo. La vita cosciente in fondo non è che il rapido ciclo di vita delle piante: il fiore avvizzisce, lo stelo collassa, ma il rizoma sopravvive, aspettando la primavera successiva.
In modo simile avevo vissuto fino ad allora: la mia sfacciataggine e la mia cultura approfondita avevano coperto efficacemente l’angoscia tipica degli uomini senza un vero sentiero da camminare; sotto al pesante cappotto di lana si nascondeva l’anima di un bambino terrorizzato.
Claire, tu non tremi di fronte a nulla, meraviglioso spettro che riscalda gli angoli più freddi della mia mente travagliata.
Claire, ti prego, dammi il coraggio di varcare l’uscio, dammi la forza per correre attraverso i vicoli più polverosi, per inciampare sui ciottoli dei palchi pubblici, per venirti a trovare.
Cos’è un uomo se non una misera montagna di sogni infranti, di ambizioni irraggiungibili? Claire, amore mio, esisti davvero, o ti ho sognata in un momento di particolare debolezza?

“Quando ero più giovane tendevo a cercare il senso della mia sofferenza, studiando il rapporto tra me stesso e il mondo che mi circondava, in particolare le reazioni dei miei coetanei alla mia personalità e le mie azioni.
Mi rendevo conto, ovviamente, che nonostante venissi rinnegato e rilegato alla solitudine, non era esclusivamente colpa mia: semplicemente non ero adatto alla vita del mio periodo, del mio paese. Era un problema di compatibilità, non era colpa di nessuno.
Eppure mi sbagliavo, mi sbagliavo ti dico! Non esiste un periodo, un paese, un sistema politico! Con che arroganza i filosofi e gli storici parlano di ‘Spirito del tempo’, con che odioso senso di superiorità!
Tutto quello che definisce i limiti e i confini dell’esperienza umana, ogni regola, usanza, ogni patetica etichetta che ci viene affibbiata dai nostri simili, sono tutti insulti alla realtà eterna delle cose.
Non esiste periodo, non esiste paese, esiste solo il Nulla.
Possiate morire tutti tra le più atroci sofferenze, scannandovi a vicenda in nome di ignobili questioni morali, e infimi discorsi di fede.
Io sarò sempre un passo avanti a voi, non potrete mai farmi tacere! Io non posso morire, perchè non sono mai nato! Ho spezzato il ciclo, e banchetterò sulle vostre ossa!”

Così diceva molto tempo fa un uomo corpulento, con due grossi baffi unti in mezzo al volto paffuto. Con fare risoluto e andatura barcollante si allontanava da una folla di uomini di mezza età confusi e ammutoliti, tenendo la coppola di lana saldamente ancorata alla testa.
Si affrettava verso il fondo di un affollato Boulevard, mulinando la mano libera dal cappello a destra e a manca per scansare la folla diretta nel verso opposto.
Con quanta rabbia sbraitava accidenti a chi gli si avvicinava troppo! Un vero Prometeo dei nostri tempi, il Giardiniere veniva punito dalla frenetica vita parigina per aver insegnato a un piccolo gruppo di insopportabili ex-colleghi una delle grandi leggi della vita, forse un dono più importante del fuoco.
Il suo nome è perso nei secoli, la targhetta sulla porta di quello che era il suo appartamento completamente erosa dalla polvere e dal vento.
Sin da quando era bambino amava annaffiare le piante, annusare i fiori, adornarsi il capo con piccole corone di margherite.
Questo ovviamente gli causava torrenti infiniti di angherie e insulti, ma nulla di tutto questo conta per chi coltiva in seno i germogli dell’Eden.

Questo ormai giovane lavoratore aveva infatti una speciale capacità di introspezione, e nella sua relazione con le piante che cresceva sul piccolo balcone del suo appartamento riusciva a vedere un riflesso di sè stesso.
Una zia da piccolo gli aveva insegnato che le piante sono “I Pensieri di Dio”. Ovviamente il parroco gli aveva menato un sonoro ceffone sulla nuca quando aveva esposto questo fatto così evidente durante il catechismo.
Eppure le recenti scoperti sulle reti di comunicazione tra alberi, basate su impulsi elettrici trasmessi da una radice all’altra attraverso rizomi e miceli dimostra che la vecchia Sophie Delacroix, morta zitella e sepolta in una fossa comune in quanto considerata una strega, tutto sommato non aveva torto.

L’aspirante Giardiniere conosceva un mondo ignoto ai suoi volgari compagni di scuola, egli vedeva il suolo gonfiarsi ritmicamente del profondo respiro della Natura; vedeva la vita dove questa cercava di nascondersi.

***


Ventiseiesima lettera ricevuta da Claire Josephine Delacroix, utilizzata come segnalibro in un tomo dalle pagine completamente bianche.

Claire,
Stai lontana dai serpenti, sono Simboli. 
Ascoltano e vedono tutto, e non voglio che sappiano chi sei, dato che già conoscono me. Il Serpente è un concetto difficile da spiegare, ma probabilmente lo hai visto marchiato sul mio polso. So che può sembrare sconcertante, e che probabilmente hai visto quel tatuaggio ormai diverse volte, ma, proprio adesso mentre scrivo, vedo il mio polso  candido e immaculato.

Quando consulti la mia biblioteca personale ti prego di tenere a mente che la Luce si propaga come un liquido viscoso, gocciolando fuori da alcune crepe nascoste in luoghi abbandonati. Quando sentirai la tua fronte pallida scottare per la febbre lavala in una miscela di acqua e trementina, dovrebbe allontanare sguardi indesiderati.
Riguardati, questo fardello è solo mio da sopportare.

Il Serpente è il limite del Cosmo e ne definisce il percorso. Ruota intorno al quadrante dell’orologio, e il verso di rotazione definisce la direzione del tempo. Si nutre di stelle, ed è per questo che alcune aree del cielo notturno sono più buie di altre. Il suo pensiero genera le cause prime, e quando sogniamo sogniamo il Serpente. Non guardare mai i suoi simili negli occhi, o potresti attrarre la sua attenzione. 


mi avvio, stretto nel mio cappotto, verso il fondo del boulevard parallelo all vicolo angusto in cui si trova l’appartamento di Claire. Con la schiena piegata in avanti marcio in mezzo alla folla, costringendo i passanti a scansarsi.

Il rumore dei passi, gli schiamazzi delle comitive, il rumore di trapani e martelli proveniente dai cantieri: una cacofonia assordante per chi stava in silenzio. La strada urlava il dolore e la fatica della vita moderna, ed io ero l’unico disposto ad ascoltarla.
In mezzo alla caotica massa di corpi vedo emergere una luce di un intenso blu elettrico, una silhouette femminile, che mi ricorda la lunga chioma di capelli corvini di una donna che mi sembra di conoscere da molto tempo.
Lo spazio intorno a me si fa informe, i suoni ovattati, mentre Claire mi fa da guida attraverso un sentiero nascosto ai più.

Le chiome dei platani si fanno sempre più fitte, i rami si estendono disperatamente attraverso la strada fino a ricongiungersi finalmente, formando un intricato tetto che filtra la luce fioca della sera.
I rari ciuffi d’erba che coraggiosamente si ribellano ai marciapiedi si fanno sempre più folti, fiorendo in piccoli boccioli di un bianco lattiginoso e inspessendosi gradualmente fino a spezzare l’asfalto che li imprigiona.
Il terreno si fa sempre più morbido, e l’aria sempre più silenziosa. 
L’ombra di Claire è svanita.

Mi trovo ora di fronte a un alto cancello di ferro arruginito, immerso nella vegetazione anomala dello strano giardino in cui mi sono accidentalmente ritrovato. Cigola socchiuso, mosso da un filo di vento autunnale.
Ai lati del cancello due statue di marmo bianco quasi completamente ricoperte di muschio: dal piedistallo cubico sembrano protrudere due gambe maschili, ma la figura umana viene immediatamente ingolfata da una serie di tre paia di ali sovrapposte che vanno a nascondere ogni elemento riconoscibile.
L’unico elemento che riesce a liberarsi dalla matassa di piume vorticanti è una spada tenuta contro quello che posso solo immaginare essere un torso, la punta appoggiata a terra e coperta di fiamme.

Mi sto muovendo nella direzione sbagliata. Il Giardino doveva un tempo essere più trafficato, riconosco muretti di marmo bianco ricoperti di muschio. Sto commettendo un peccato grave. La struttura del Giardino è circolare, divisa in quattro settori dagli antichi resti dei muretti. E’ come rientrare nell’Utero, un uomo comune non dovrebbe essere in grado di farlo. Alla mia sinistra sorgono gli unici due alberi presenti nel giardino: secchi, ricurvi, privi di foglie, uno dei due ha un ramo spezzato. L’altro è percorso da strani filamenti nodosi lungo il tronco. Sono… vene?

Questo non è un Giardino, questo è il luogo di un terribile crimine. Il sangue scorre ancora attraverso le radici, annega il rizoma, l’odore di ruggine si mischia a quello dei fiori. Una scena del crimine, una Casa, un Mondo. Il coltello ammantato di Sacra Fiamma brucia ancora il retro della mia testa. Ho sbagliato a venire qui, ma qualcuno mi ci ha condotto. 

Sta succedendo di nuovo. 
Sta succedendo di nuovo. 

La mia mano scorre liberamente sul resto del muro che un tempo divideva in quattro questo luogo paradisiaco, e sento contro la pelle le sporgenze di antichissimi bassorilievi nascosti dai rampicanti.

Un uomo e una donna avvinghiati l’uno all’altra, i loro volti contorti in una smorfia di puro orrore. Si strattonano e spingono, come se cercassero di sovrapporsi, di unirsi, terrorizzati dall’insuperabile separazione tra i loro corpi.
Intorno a loro striscia in cerchio un grosso serpente dalle scaglie di un nero lucido e bituminoso, le zanne affilate affondano nella sua stessa coda.
La grande Opera, l’unione degli opposti, contenuta nel moto ciclico e interminabile del tempo.

Al centro del Giardino si trova uno specchio d’acqua perfettamente circolare, e accanto ad esso mi aspetta in piedi un uomo corpulento con due folti baffi neri e un semplice berretto marrone.
Con un sorriso gioviale mi indica di avvicinarmi.

Si è fatta notte, e lo stagno si è tinto di un misterioso blu notturno tinto dalla calda luce di migliaia di stelle lontane, che danzano e vibrano sulla superficie dell’acqua increspata dalla brezza notturna.

Il Giardiniere parla a bassa voce dalla sponda opposta dello Specchio, e le sue parole si confondono con il frusciare delle foglie secche.

“Sa, è raro che a noi comuni mortali sia permesso l’accesso a questo luogo, dopo il trambusto che hanno causato i suoi primi abitanti. Dopo la Cacciata nessuno si è più preso cura degli alberi, dei fiori, di questo stagno stupendo. Per fortuna ora sono morto, e ho tutto il tempo per fare il mio lavoro.”

Sorrido al fantasma, e annuisco in silenzio. E’ buona prassi non parlare coi defunti.

“Qui, in quest’acqua, si toccano i due abissi più profondi a noi conosciuti. Il gelo dello spazio e gli abissi profondi del mare sono in fondo la stessa cosa. Entrambi sono terribili, pericolosi, e infiniti. Ogni tentativo di toccare il fondo dell’oceano o di raggiungere i limiti del Cosmo sono è futile.
Questa oscurità intangibile è anche ciò che ci definisce come esseri umani, Dottore.
Non tutti gli uomini sono in grado di sentirla, ma le assicuro che tutti gli uomini la portano in grembo, come un’insanabile ferita, uno squarcio in mezzo al petto.
Lei Dottore, proprio come me, è capace di sentire l’umidità di questo profondo mare di fango, e segretamente la adora.

La Terra non è un posto per un uomo di Mare.”

Il centro dello stagno si increspa e ribolle. Dal fondo dello Specchio viene una fievole luce blu.
Lentamente emerge una chioma di capelli corvini, un corpo nudo di uno splendido pallore.
Mi avvicino e i miei stivali si inzuppano mentre il mio corpo affonda negli abissi.

Tracklist:

  1. Valet - Portal
  2. Shelf Funny - Third night in bellingham
  3. Contacto - WHEEL
  4. Tek Lintowe - Soldiers
  5. Julia Forever - PRETTYLITTLETHING
  6. L.CIE2 - m sorryim making anew
  7. Aeondelit - Emerging Faces
  8. Codex33 - Bncefx
  9. Dida - Festivo
  10. Play Store - First & last song @Mutants nest v8921 [PRO]apk
  11. Cranioid - Loss and Gain
  12. Oxhy - can't sleep
  13. Tumy - Everlost [Body Motion]
  14. Treglia - Lessons soft spoken
  15. Romance Relic - Breath Of Their Character
  16. REPRISE (Treglia - Lessons soft spoken)
  17. Rubie - longletter
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07/01/2022

Ep.5 Piccoli Soli X Davide Fossati

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Cover Art by Davide Fossati (@Abraxas)

C era una volta in un paese piccino piccino un topolino che venne divorato da un gatto, ma questo topolino in realtà non era un vero topolino, anche se lo sembrava, perché era grigio e piccolo ma era una granata che fece esplodere il gatto in mille pezzi e sparse le sue viscere, il suo sangue e pezzi di ossa sulle pareti della stanza in cui il gatto aveva mangiato il topolino. Che stanza era? Era un ripostiglio delle scope di un ospedale. Era pieno di scope. Ce ne erano in tutto 7, tra spazzoloni e altri vari strumenti per la pulizia e l’igiene dei pavimenti. Dopo l’esplosione poco si salvò e Mirasol, l’addetta alle pulizie peruviana, pianse a dirotto quando scopri che dei suoi amati scope e spazzoloni e detergenti e guanti di plastica ormai nulla era rimasto, per questo tornò a casa e costruì un fucile a piombini con il quale si sparò più volte sul dorso del piede, essa lo fece per l’immenso dolore che provava, ma ancora di più soffriva perchè non sapeva come comunicare agli altri, soprattutto ea suo marito Feliz, la sua disperazione. Per questo improvvisò questa performance e per una settimana si fece lo shampoo con la benzina, invitando il marito a fare lo stesso.
E questa era la storia di Marisol, la calva.


Un dentista un giorno si rifiutò di togliere un dente ad un paziente, anche se questo ne aveva bisogno, ma quel giorno aveva deciso che si sarebbe ribellato alla sua natura, che avrebbe dovuto provare ad essere qualcosa di diverso, di nuovo, si improvvisò detective. Iniziò quindi ad indagare sulla sua segretaria, che lo serviva da anni ormai, forse con troppa devozione, nascondeva qualcosa probabilmente. L’uomo che invece aveva bisogno che gli venisse cavato il dente come era prevedibile si adirò con l’ex dentista, si precipitò come una asteroide nel suo studio, trovandolo con una lente di ingrandimento in mano intento ad analizzare impronte, lo afferrò per il bavero e lo scrollo gridandogli in faccia e anche sputando un po’ pregandolo di salvarlo da quel dolore tremendo, ricordandogli la sua vera natura. Ma niente ci fu da fare e al pover uomo non restò che lanciarsi giù dalla finestra per porre fine alle sue sofferenze, che erano immense. Il dentista rimase con la lente di ingrandimento davanti all’occhio sinistro, e osservando il cadavere dell’uomo nella strada sottostante disse: “uhmmmmmmm”.

E questa era la storia del detective Severini.



Quando due mucche si incontrano nella fattoria di solito non si dicono granchè, perché le due loro vite sono pressochè identiche e non hanno niente da dirsi. Questo accade anche tra alcune persone, due di queste hanno nome D e B, non si conoscono ma le loro vite sono praticamente sovrapponibili, fanno lo stesso lavoro in due citta diverse, hanno entrambi un cane, due figli, una moglie che fa la casalinga, una casa con giardino, vanno anche a trascorrere le vacanze nello stesso posto in montagna solo che non lo sanno. D e B moriranno lo stesso giorno alla stessa ora, nello stesso modo cioè investiti da un tram con i freni rotti, perché aveva i freni rotti quel tram? Un terrorista urbano di nome Kowsloski lo aveva sabotato la notte prima e non era certo il primo tram che sabotava, voleva portare il caos ovunque, una volta aveva messo una bomba in una piscina. Tutti lo odierebbero se solo conoscessero la sua identità.

E questa era la storia di Kowsloski, sempre sia dannato.



In una gabbietta possono stare ammassati circa 50 canarini gialli, Andrea lo aveva scoperto ammassando cinquantadue canarini gialli in una gabbietta per canarini, li aveva comprati alla fiera dedicata ai volatili quella domenica. Andrea era ossessionato da quella domanda, quanti ce ne sarebbero stati? Aveva risposto alla domanda: erano cinquantadue, ma non aveva pensato che i canarini comunicano tra loro attraverso sofisticatissimi sistemi di ultrasuoni e che e che infastiditi dallo stretto spazio si erano messi a inviare messaggi di aiuto in lungo e in largo e il messaggio era arrivato a Tigre, il più grande canarino del mondo, re di un piccolo villaggio africano che non vale la pena nominare. Tigre era un sovrano illuminato e pur comprendendo la sete di sapere di Andrea, trovandosi anche lui spesso a speculare sui misteri del mondo, non potè tollerarr che suoi piccoli simili venissero trattati in quel modo, per questo volò fino alla casa di Andrea e senza dire nulla sfondò la finestra e gli staccò la testa col becco, liberò i suoi amici canarini e se ne tornò al villaggio dove lo attendeva sua moglie Ulah. Ma se esistono canarini di queste dimensioni, quanti ne potrebbe davvero contenere una piccola gabbietta?

E questa era la storia di Ulah che aveva sposato un grande re canarino e aveva sconfitto così la povertà.



In un paese di contadini dove ognuno coltivava il suo pezzetto di terra e viveva sereno nacque un giorno una palla rosso fuoco dal grembo di Ella, una delle donne che popolavano il villaggio, la palla era pesante circa come un maiale e ed era di colore rosso, come il sole quando è molto vicino all’orizzonte, la madre non sapeva che farsene ma qualcuno disse che era meglio sotterrarla e non pensarci più ma la madre si oppose perché le era molto attaccata a causa dell’istinto materno, la tenne, le preparò un piedistallo e li la poggiava e la contemplava, la puliva ogni giorno e la lucidava, il marito tollerava quelle stravaganze perché amava la donna e poi era molto più gracile di lei che invece era enorme e palestrata e ne aveva paura. Passarono gli anni e la palla era sempre di quel suo rosso acceso, sempre ben tenuta dalla donna che invece invecchiava sempre più e perdeva le forze, persino sul letto di morte chiese che le venisse portata quella sfera pesante, voleva vederla prima di morire e lasciare questo mondo, e allora gliela portarono e lei la tenne fra le braccia finchè non spirò, in quel momento la palla divenne di un bel color turchese, come un cielo d’autunno.
Ed era questa la storia di una donna molto muscolosa che partorì una sfera rossa.



Quando Cosimo calpestava un fiore piangeva, e ogni volta che piangeva suo padre lo batteva perché era un segno di debolezza e raccoglieva il fiore e glielo mangiava davanti agli occhi dicendogli, vedi vedii guarda per cosa piangi, guarda come mi mangio questo fiore, e lo azzannava e digrignava i denti gialli e lo prendeva a schiaffi. Un giorno Cosimo usci come al solito con suo padre per andare a caccia di orsi e stava sempre attento a non calpestare i fiori senza farsi accorgere da suo padre che invece saltava da uno all’altro ridendo, e gli diceva vedi così si si fa avanti, su fallo anche tu, ma Cosimo non voleva e piangeva piangeva e suo padre lo batteva allora lui magari poggiava il suo piedino delicato sulla testa china di una campanula ma questo non bastava a saziare la fame di violenza del padre. Cosimo faceva cosi perché aveva sognato che un fiore lo veniva a trovare e gli portava dei biscotti molto buoni e non voleva fare male ai fiori, il padre invece era arrabbiato perchè sua mamma era morta per un allergia alle margherite. Spuntò un orso da un cespuglio, i due ammutolirono, il padre estrasse il suo tridente e lo scagliò con forza verso l’animale che fece in tempo a gridare. “Aspett..!” prima di morire trafitto come un merluzzo.

Fine della storia di Cosimo e l’orso.



Due nuvole parlavano tra loro così: Mmmmmmmmmmmmmmmm mmmmm mmmm mmmm mmm mmmmmm erano d’accordo su tutto, si unì il cielo che disse: Nnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn anche lui concordava evidentemente, le stelle arrivarono quando fece un po’ più tardi e aggiunsero dddddddddddddddddddddddd felici di trovarsi anche loro perfettamente in accordo su quanto detto, infine la luna e il sole che già si erano confrontati prima si unirono al discorso dicendo ggggggggggggggggggg, e così si concluse il tutto.
Sotto a tutto questo il sig. M preparava la colazione, ma era insoddisfatto del proprio fornello, esigeva fiamme più alte, almeno mezzo metro di più, quel giorno quelle flebili fiammelle gli sembravano ridicole, per la sua colazione che erano uova, era necessaria una potenza di fuoco maggiore, anche la padella era decisamente troppo piccola. Pensò come fare e essendo solo un povero uomo limitato e mortale chiese aiuto al cielo e al firmamento, alzò la testa verso l’alto e si squadernò in preghiere e suppliche. In coro il cielo e i suoi astri risposero bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb. Concordando tutti.

E questa era una storia di un piccolo uomo solo.




Se un uomo e una donna si incontrassero un giorno in un ascensore l’ascensore potrebbe rompersi e cadere giù fino al piano delle cantine e sfasciarsi con loro dentro facendoli morire, impiegherebbe pochissimi secondi e sarebbero uniti per sempre chissadove nell’eternità. Quello che potrebbe succedere altrimenti è che il bravo ascensore quel giorno potrebbe continuare a fare il suo mestiere e portare uno al terzo piano e l’altra al quinto separando le loro strade per sempre. In alternativa si potrebbe semplicemente guastare fermandosi al secondo piano con loro incastrati dentro.
La donna potrebbe chiamarsi Maria, l’uomo potrebbe chiamarsi Artemis, potrebbero guardarsi, salutarsi, presentarsi, innamorarsi, baciarsi, fare l’amore, concepire un bambino, dargli un nome: Carlo, educarlo, portarlo in gita a vedere i piccioni a Milano, comprargli le castagne in inverno, vederlo crescere e amarlo, sorridere e piangere con lui e poi da vecchi forse dimenticarlo, chi è? è Carlo, è tuo figlio! Ah, ecco, che bel giovanotto. Come si chiama? Carlo.

E questa è la storia di Carlo, un bel giovanotto.




Se un uomo si adira contro il suo corpo si fa del male da solo ed è colpevole ma se si adira contro la sua anima chi è che compie il peccato? Queste le parole che il prete diffondeva al pubblico presente durante la celebrazione, li incalzava, se l’uomo ha bisogno di dio allora perché fa tutt’altro? Eh? Perché peccate? Non è forse meglio non peccare? Perché vi agitate sempre? Non è meglio stare un po’ tranquilli sulla via della pace? Mi fate proprio arrabbiare, diceva, non potete fare i bravi una volta? E smetterla con queste cose brutte? Per una volta dico, non sarebbe meglio? Per favore, potete smetterla? Tutti insieme? Per una buona volta! Sono anni che andiamo avanti così, saranno millenni! La vogliamo piantare? Per una volta!
Tutti amavano quel prete buono e annuivano per non contraddirlo, ma senza ascoltarlo.

Questa è la storia di un sant’uomo adirato.

Tracklist:

  1. Baby Pantera Gideo & Otro - Otoño
  2. Miss Jay - Encerrade (ft acideyes)
  3. Somnambulist - Yayo Club Edit
  4. Justin Carter - Midnights with Tuesday (w Musique Chienne)
  5. MYEN - DORNMYRTE
  6. cleo walks through glass - hell scape baby.mp3 (CLEO X ETCH BATH SALTS)
  7. RLX ASSASSYN- New Life After Falling (master)
  8. Llanto - LOVE TOOL
  9. Xx_DustBunny_xY - Fairy's Hand Mirror
  10. vattenrum - 2 beats
  11. NO CLIP - GRIP THAT
  12. Ruby - when you touch a mans heart hell remember it forever
  13. Olmatri - Voices from the other world
  14. ESCHA - An Outward Visible Sign Of An Inward Invisible Hell
  15. lil rhiz0me - twistedparadise
  16. oxhy - A Song For You While I Sleep
  17. Dj Fucked In The Head - I Love You But X Has To Give It To Me
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10/12/2021

Ep.3 Terra Cognita X Megasole

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Terra Cognita.
Così uso chiamare tutto ciò che mi circonda,
tangibilmente organico e imperfetto.
Io esisto da molto, credo.
Ma ancora non ho compreso il principio di questo luogo.
Tuttavia ne ho compreso alcuni suoi meccanismi.
Io sono Serater.
Non sono esattamente quello che chiamereste un essere umano,
qui gli esseri umani non esistono.
Non sono nemmeno quella che definireste una creatura soprannaturale,
qui non c’è nulla di tutto questo.
Do per assodato che questo posto per ora è unicamente tutto ciò che percepisco,
non conosco davvero molto altro.
Ultimamente qui sono comparsi degli esseri che uso chiamare Nonest.
Essi ho intuito essere nient’altro che le scorie senzienti della materia fatta di pura energia che
alimenta questo posto,
una sorta di quello che voi chiamereste Sole.
Questo avvenimento è un segno inconfutabile che il ciclo vitale del nostro Sole sta giungendo al
termine e con esso l’esistenza stessa della Terra Cognita.
Dal momento in cui ho iniziato ad esistere ho imparato a sviluppare la capacità di praticare le arti
magiche distillando gli elementi naturali che trovo in giro.

La mia apparizione nelle aree di questo luogo avviene in maniera quasi del tutto casuale,
tuttavia grazie a questi strani santuari posso spostarmi nei vari territori della Terra Cognita.
Sono il lascito di qualche precedente civiltà e racchiudono una potente magia dislocatrice,
ma anche qui non ne so molto.
Immagino che chi viveva qui prima di me praticasse le arti magiche a livelli inconcepibili.
Quell’essere è un Nonest,
sono ostili.
Finora ne ho potuto osservare qualche specie differente,
e sono riuscito a catturare i resti di qualcuno di loro.
Questi resti ho scoperto essere a loro volta utili a distillare nuovi combinati magici.

E' ormai chiaro che non sto vagando per la Terra Cognita senza meta. Necessito di raggiungere in
qualche modo il nostro Sole. Quando dico “nostro” non sto alludendo al fatto che vi siano altri
Serater, qui sono solo, da sempre. Ma mi piace pensare di essere parte della Terra Cognita come un
unico organismo composto da altri organismi, le piante gli alberi, I sassi, il fuoco, il Sole......
Ad ogni modo, credo di sapere come ripristinare questa massa di energia ma è necessario che io mi
rechi al cospetto di esso e capisca se le mie arti magiche possono realmente fare qualcosa a
riguardo.
Percepisco la solitudine, nonostante non abbia mai provato il contrario.
Non che la cosa mi turbi, solo che a modo mio ho reso necessario dare una definizione a questo mio
esistere in un luogo percepito ma desolato.
Forse proprio con l’avvento di questi nuovi elementi (o non elementi?) chiamati Nonest, sto
comprendendo cosa significhi non essere solo.
Sto divagando, in realtà non ho chiaro nemmeno questo concetto.
Comprendo solo ora di aver trascorso un esistenza da eremita, qualunque cosa voglia dire per me la
parola “esistenza”, dato che non ho mai percepito il momento della mia venuta, tuttavia….
Sto divagando ancora….

Il nostro “Sole” non deve essere molto lontano. Ma fino a quanto potrò avvicinarmi al “Sole” senza
restarne carbonizzato?
Cosa accadrebbe se rimasessi carbonizzato? Diventerei a mia volta un nuovo elemento naturale? E
comunque di lì a poco Terra Cognita cesserebbe comunque di esistere.
E poi? Cosa c’è dopo la Terre Cognita? Cosa c’è dopo la morte?
Cos’è la morte? Come viene avvertita dal mio organismo elementale? Dolore? Indolore? Veloce?
Flemmatica?
E ancora, la magia potrebbe riportarmi in vita? In cambio di che? Combinando quali elementi? Chi
combinerebbe questi elementi poi?
A volte, MOLTE VOLTE, mi sento in balia dei miei pensieri e mi rendo conto sempre meno spesso
che anche loro sono unicamente delle percezioni.

Paura.
Certo, ammesso che io possieda una amigdala, o un surrogato di essa.
Ma non è nemmeno piu paura quella che provo.
Sappi che per me la percezione comune dei sentimenti non è una cosa definita, e che ogni
definizione soggettiva in merito alla parola “sentimento” che si possa dare è vagamente esplicativa
e davvero poco soddisfacente. E lo affermo mentre sto dando a mia volta una mia definizione
soggettiva.... anzi no, questa volta non la darò: Qui siamo oltre.
Quel che provo è definibile come una negazione completa della sfera emozionale soppiantata da
qualcos’altro che non si puo appunto definire paura. A tempo debito forse troverò il tempo per NON
trovarne una definizione.
Sempre che rimanga ancora tempo.

Non proseguirò oltre. O meglio, potrei anche proseguire, ma qui non c’è alcun Sole, non c’è alcuna
massa energetica.
Sono stato inesatto, o meglio, ho semplicemente detto delle cose, durante il mio viaggio.
Ed esse si sono rivelate inesatte, imprecise, non conformi alla realtà.
Realtà che peraltro unicamente io solo percepisco. Realtà che presumibilmente io creo in
continuazione attorno a me, con le mie azioni, con i miei pensieri.
E’ davvero solo questo ciò che sono e che mi circonda?
Non troverò una risposta qui ed ora.
Vi ho ingannati.
Anzi no, non ho ingannato proprio nessuno. Qui sono solo.
Volevo solo raccontare del mio viaggio, a me stesso. E nemmeno in questo sono stato brillante. Mi
sono semplicemente spostato in luoghi indotti dalla mia necessità di esistere, ma la verità è che
anche la mia forma fisica come tutta Terra Cognita è semplicemente un induzione fine a sé stessa.
Ecco, ora che non ho piu una forma indotta e direttamente legata a Terra Cognita posso permettermi
di vedere cosa vi è oltre e magari trovare uno scopo reale a questo mio viaggio.
Terra Cognita non mi serve più. E’ stato semplicemente un passo, un vagito per comprendere quella
che proseguendo potrei definire finalmente “imprescindibile esistenza”.
Sarà interessante poter comprendere finalmente l’essenza della mia esistenza, senza dover creare
delle realtà come questa per potermi emancipare dal nulla.

No.
Mi sto ripetendo.
Sto continuando a creare la realtà attorno a me.
Io sono un creatore di me stesso.
E’ questa la mia perenne natura tremenda. Ora lo capisco.
E’ terribile pensare di avere un tale potere che risulta vano quando la mia necessità di comprensione
dell’essenza dell’esistere supera tutto ciò.
Come si cancella tutta questa solitudine creativa?
Comprendo ora quanto sia sbagliato desiderare di emanciparsi dal nulla, perché lì non esistono
incognite pesanti, non esistono desideri impertinenti come quello di approfondire la comprensione
dell’esistenza.
Il nulla. Sì.
Il nulla va abbracciato.

Tracklist:

  1. Prise de risque - the brightest star of the brightest sky
  2. Nvrland - nvrland2
  3. Himera - You Are Safe and Loved to The Stars And Back
  4. User2222 & ANDREW GOES TO HELL - Wish upon a Lonely Star
  5. 0comeups - IT WILL GET PEAK
  6. Nvrland & Fauness - Blood Moon
  7. KUSH DOCTOR - HAPPY KUSH MUSIC 001
  8. Elmer - den sista striden
  9. ASCYTH - Evermist//everything (crave)
  10. Helica - Qamar
  11. Full Body 2 - fifty heaven
  12. umru - Iskra Delta mindful practice cubicle
  13. optic::core - through the moonlight
  14. VAGUE002 - Cinderella
  15. oxhy - When to stay out ft.ECCO2K
  16. Rubie - Wndy ballet
  17. Eydin - Sky Nest
  18. Felix Lee - UP TO SEVERO FLIP
  19. Bug Bus Piano - Lucky/Tired
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12/11/2021

Ep.2 - L'opera x Stefano Spada

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In un’antica ferita della Terra, nel bādiyat al-Shām, dove in passato vissero serpenti color
della sabbia, vive ora un uomo con le mani di avorio. Dorme e vicino a lui sono deposti
un flauto, un poco di pane, uno straccio azzurro e una scodella di terra con due gocce
d’acqua.
Vi è anche un secondo uomo, con i piedi fatti d’avorio, vestito di rosso.
Ogni giorno l’uomo con le mani preziose si sveglia e si lava le labbra, e suona il flauto
leggendo le note ordinate sull’arco del Sole, fino alle ore in cui questo si addormenta e la
Luna si sveglia.
Allora, insieme alle stelle, si sveglia l’uomo con i piedi preziosi e, con in mente il canto del
flauto, sentito in sogno, si mette a danzare, e assapora ogni passo che rintocca come legno
sulla pietra venerabile, sulla pelle del mondo.
Un giorno, al tramonto, passò un uccello dalle ali nere, cantando, che svegliò il danzatore:
allora i due uomini si guardarono negli occhi e s’intesero. Il canto del flauto era ultimato,
la terra poteva accogliere la danza.
Il flautista iniziò quindi a suonare, e sembrò che nel suo cupo soffio abitassero anche il
gocciolio lieto e addolorato della chitarra, lo stridio lagnoso del violino, l’incontro ingenuo
dei cimbali.
Per miracolo nel suo strumento tutti gli strumenti vissero, e poi, con loro, tutti i suoni del
mondo, che gli strumenti imitano: l’erba, il vento, la neve, la pioggia, il canto del passero
– voci che il flauto conosceva, che aveva accolto nella corteccia, nella polpa, nella foglia,
molti millenni avanti.
Il danzatore si mosse insieme alla prima nota, in ogni suo gesto vissero esseri, e cose,
diverse. E ad ogni cosa seguirono tutte le cose a lei da sempre legate – unì le punte
dell’indice e del pollice, ed evocò i misteri del becco d’uccello, della freccia incoccata e
scoccata, della lama veloce, del petalo bianco, della falce di Luna, della vanga, del cipresso,
del seme di girasole, del dente di tigre.
Tutto visse e respirò nei gesti del danzatore e nel canto del flautista.
La prima parte della danza durò quattro mesi, tutte le cose nacquero e furono ordinate; la
seconda parte altri quattro mesi, e le cose furono nominate; la terza parte durò quattro
mesi, e le cose tornarono ad essere innominate e morirono – così infine anche il danzatore
e il flautista morirono, dopo tutto un anno di danza.
Le loro carni divennero ossa, le loro ossa polvere, e la polvere si perse, nel vortice
crepitante della danza delle ore.

Tracklist:

  1. Djynxx - doomer dub
  2. Adios Adios - Reunion
  3. Mori Mori - Healer
  4. Tendryl - Plush
  5. Hildegard von Bingen - O Virtus Sapientie Alio Modo
  6. KAVARI - Healing Spring (MYEN Remix)
  7. Tumy - Wraith
  8. CIARA - SORRY_AMHS DRUM CAM
  9. ☆dJ☠kEkO - ☆tE_eXtrAño🧨🧨🧨☠🧨
  10. HP: 925 MP: 463 - Izalith
  11. Lovefear - Pristine XVI
  12. Eterna & Candlelight - i don't want to think about it
  13. Ssaliva - omw
  14. Pablo Altar - early attempts
  15. The fertile crescent - cant let you live again
  16. DVIANCE - Frere
  17. ☆7571 - Obstacle Under The Sun (O1 75' Rework)
  18. bdstf - I Hear A Part of Me When You're Around (Katy Perry x Himera x bdstf)
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15/10/2021

Ep.1 - Storia Ritaglio x UserFromPT

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Narrazione di UserFromPT
Mix by 333coconutz

Dico,
nella nostra storia da primati,
sono in amore.
Un tempo,
anche innamorato.
Io sono io,
e meno male.
Primo giorno
Mi sveglio come ogni mattina.
Mi alzo come tante altre.
La faccio drastica,
ma sono drastico,
e non voglio divulgare parentesi enormi.
Insomma, divago.
Mi distraggo facilmente.
Mai farlo.
Positivo a bassa carica,
ma a cosa non si sa bene.
Sono impazzito.
Esplosione fuori controllo di energia.
Slogato una spalla
minacciato personale USL
promesse di TSO.
Fuori controllo.
Sudavo per quanto pensavo.
Anche di ormoni parliamo,
e di stelle,
e io ne sono pieno
e questa mattina,
ero affamato di vivere.
La perdita di qualsiasi momento
da quel momento,
per delle regole piccole piccole,
mi distruggeva.
Maledetto me,
maledetto momento.
Le stelle avevano parlato troppo presto.
COLPA MIA.
MI SONO DISTRATTO.
PERDITA IMMENSA.
TRAUMA ENORME.
Del momento, di quello parliamo.
Va tutto bene,
mi calmo
ancora non voglio parlare
faccio il bambino.
In realtà sono incazzato,
per questo,
faccio il bambino
Secondo giorno
Mi sveglio.
Più o meno,
come il giorno prima,
ma peggio.
Lo stesso vale
per tutto il resto della giornata.
Praticamente devo stare in casa.
Sono riuscito a capirlo.
Tutto regolare,
ancora nessun supporto.
Il tempo passa,
dormo,
e mi addormento
con delle chimiche di frutta.
Frutta frutta frutta.
Infatti oggi,
che è l’ottavo giorno,
mi sono detto:
perché non mangiare solo frutta?
Alla fine delle giornate,
c’è poco da dire,
passano così.
Dormo solo,
mangio solo,
sto sul terrazzino,
solo,
passo il tempo,
da solo,
rendendolo molto veloce.
Terzo giorno.
Molte volte mi sono chiesto:
cosa è successo nella storia dell’umanità per renderci così inumani?
Mi sono accorto che tutto sommato,
non c’è tempo in cui è iniziato
perché è la stessa condizione del tempo,
della storia,
a farlo iniziare.
L’agricoltura è lo split.
Da popolazioni nomadi,
come mamma ci ha fatti,
siamo diventati sedentari.
Abbiamo dominato la natura costringendola in una cerchia a nostra completa disposizione.
Questo cambio di mentalità ha partorito la base delle future tossicità umane,
oramai moderne;
la proprietà privata.
La causa della dominanza economica e relazionale,
armoniosa.
Lo split è questo,
iniziare a credere che la nostra esistenza sia segnata alla nascita
e non libera di esistere.
Quarto giorno
Stessa sveglia,
stessa giornata,
unica eccezione;
il tempo.
La luna era piena.
Durante questo periodo
ho conosciuto Carmelo Bene.
Maschio virgo,
come me,
ascendente bilancia.
Non come me,
e grazie a dio,
anzi,
alle stelle.
I suoi alti discorsi sono concretezza,
vi è una spiegazione a tutto questo male,
ed è la società,
la cultura,
il lavoro,
la moneta.
Tutto.
Ho affrontato anche i suoi discorsi sull’ansia erotica,
svista come amore.
Dire “sono innamorato”,
è qualcosa che si rivolge già al passato.
Qualcosa di già accaduto.
Quindi perché pensarci.
Perché è il richiamo della specie.
Del proprio essere animale.
La connessione con il nostro lato primitivo;
cibarsi
fare sesso,
invecchiare
morire.
Poi però ci siamo adattati un po’ troppo
e s’è affigliato too much.
Anche se non esiste caso,
ma possiamo deviare,
e la nostra arma è l’istinto:
il ricordo delle vite passate.
Il momento è importante,
privarsene fa male,
rendersene conto che esiste,
o che può esistere,
fa ancora peggio.
Fatelo esistere.
La proiezione della mancanza sociale
aumenta la mia estasi depressiva.
Quinto giorno
Sveglia
bla bla bla
luna piena in sagittario,
fuoco alle stelle.
Che vi devo dire,
sto a casa.
Luglio ho dovuto cederlo.
Il tempo sfugge,
non ci sto più dietro.
Mi sembra troppo lento,
ma nel suo insieme troppo veloce.
Sesto giorno
La domenica è stata molto silenziosa,
è arrivata una pioggia strana,
terrosa.
Curioso eh,
il tempo presagiva male,
ma io non l’ho interpretato.
Dio mio che sventura,
intanto confabulavo tra poeti,
mitologia
e classicismi.
Mentre facevo e pensavo a più cose
avevo anche l’attimo di pensare a lei.
Basta e ancora basta,
il mio è puro istinto primario,
devo distaccarmene.
Sono sotto stress naturale.
Continuo.
Logorante.
Tutto torna.
Non preoccuparsi ma ritrovarsi.
Settimo giorno
Sono una persona sensibile.
Quando una persona sensibile perde qualsiasi tipo di passione,
non prova più niente.
Per passione si intende una devozione personale
a qualcosa che ci realizza,
in quanto persona singola.
Che ci salva dalla dipendenza del prossimo.
Ottavo giorno
L’ottavo giorno è Oggi,
il motivo di tutto questo.
Una fuga fugace dai pensieri,
concretizzandoli,
e rendendoli semplici parole,
sminuendoli quindi fortificando
il distaccamento dall’ignaro sentimento non compiuto.
Perché mi succedono queste cose?
Non colpevolizzo nessuno,
colpevolizzo il fatto di non dare sfogo alla mia natura.
Sono veloce, velocissimo.
Ho molta fame.
Devo stare calmo.
Nono giorno
Non so se è più rischioso scrivere
rispetto al pensare
ad un immaginario mai esistito
se non nella tua essenza
e di per questo assente ;)
La ricerca del proprio interno è nulla,
ma realizzabile.
Il romanticismo porta al niente cosmico,
una mente,
che pensa tante cose,
che pensa a come può essere bella la vita con un’altra persona senza conoscerla, senza averla realmente capita, senza avere condizione comunicativa, senza alcun tipo di connessione ma LA SI AMA UGUALE.
È un paradosso,
forse ridicolo?
Forse un po’ innocente.
Forse un po’ troppo.
LA MEMORIA QUALE SCIAGURA.
IL MOMENTO, IL MOMENTO è IMPORTANTE.
E io sono qui, quindi basta sciagura,
basta con i se
con i ma
con i forse
o i rimpianti,
CHE NOIA CHE MELODRAMMA.
Sono sceso a cercare cose per dormire,
e ho dormito.
Maledetto me,
figlio di classici pensieri e contadine abitudini,
un travaglio che mi uccide
separandomi dalla natura mia più prossima,
ossia la liberazione dai classici pensieri e dalle contadine abitudini.
Per essere me stesso,
e fare quello che penso
nel momento in cui lo sto pensando.
Che vergogna.
Qualcosa avrò anche io.
C’è poco da fare,
si inizia male qualcosa che ho esagerato nella mia essenza,
l’ho resa mia e solo mia per difendermi dalle sensazioni esterne,
dalle persone.
RETROGREDISCO AD UNO STATO DI INCOSCIENZA
PER NON ISOLARMI DALLA VITA DEGLI ALTRI
CHE AMOREVOLMENTE SCORRE IN UN FIUME SERENO
NO SENSE
FRUSTATO
E VIGOROSO
MA ANCHE STRESSANTE
E IMPERSONIFICANTE.
NON NATURALE.
UN CICLO DI OSSESSIONE E OCCASIONE.
Decimo giorno
Quello del tampone.
Mi sono ripulito:
frutta su frutta,
zenzero,
mango,
susine gialle,
pesche,
cocomero,
fichi di prima stagione.
Voglio evitare la possibilità di risvolti paranoici sui messaggi che arrivano
visto che la mia frenesia d’amore non ha fatto altro che allontanarla.
Solo la realtà ci darà ragione, non c’è bisogno di altro.
SOFFERENTE SMANIOSO
Maledetto retaggio cattolico,
è riuscito a dissociare il sesso all’amore celeste
e il suo eterno equilibrio.
Hanno inventato e ucciso il giardino dell’eden.
Basta romanticismo
ma mai dimenticarsene.
Perché sono geloso,
di un innamoramento reciproco?
Perché sono geloso in generale?
Che cos’è la gelosia?
La possessione del reciproco.
Non va bene in quanto forma,
me ne devo liberare.
Mi proietto in realtà non realizzate,
in finzioni dove solo la mia mente ha regola
quindi, mi sento dio.
Leggermente egocentrico,
poco pensante.
Uno straccio.
Spargo e potrei spargere amore su ogni vento.
Invece, me lo immagino,
trascinandomi in un bozzolo di paranoie
e di cose mai successe.
Sarà troppo programmata la mia vita per essere vera?
Dovrei calmarmi e bere del succo al mango.
Non vorrei fermarmi qua,
né me,
né me stesso,
né me animale.
Non voglio rinchiudermi,
voglio essere me medesimo,
cosciente,
che evita di fare certe cose che lo rendono instabile:
stay pulito bro,
te lo dico con il cuore.
Tutto torna.
Se tutto ti viene tolto,
allora tutto ti riprenderai.
Ma oggetto,
in quanto essere individuale,
che si muove e si relaziona a modo proprio.
Così come ognuno dovrebbe andarsene in giro,
a modo proprio,
coi suoi costumi
o le ciabatte
e chi se ne frega!
Andatevene a giro come vi pare,
a modo vostro!
Siamo tutte bestie,
siamo tutti diverse.
Undicesimo giorno
Quello dopo il tampone.
Ancora nessun referto,
ho dormito più che bene.
Quattordicesimo giorno
Lo scrivo per puntualizzare.
Mi sono lasciato andare all’ordine delle cose
e ho dato sfogo a tutti pensieri di questo testo.
Questo mi fa ricredere su me stesso,
e su come ognuno è perso nei suoi amori.
Durante l’undicesimo giorno,
appena arrivato a firenze,
sbagliando strada,
ho incontrato lei.
Sono cose che mi succedono,
sono l’unico?
Magari faccio troppe cose,
quindi troppe coincidenze.
Scriverlo fa male,
ma mai quanto lasciare un dubbio senza tempo,
senza risposta.
Almeno adesso ho molte più persone a cui pensare.
Insomma,
Tutto questo può interessare a qualcuno?
Il romanticismo è smisurato,
ma non c’è potenza senza controllo,
devo farmene una ragione
e stare molto calmo.
Ho iniziato un libro.
Casualmente parlava di me.

Tracklist:

  1. memorylessness - Untitled (to find our solace edit)
  2. Bartolomé - Healing
  3. Rihanna - Disturbia (Chino Amobi Remix)
  4. Franc015 - meiosis
  5. Malibu x Dasychira - Swirl
  6. Yoong - Lighthouse Waltz
  7. Doris - SUMBODY GOIN 2 JAIL Ft. Sailor Goon
  8. Nova Era - si tu no vuelves...
  9. Medulasa - Gangstas Duality
  10. Dasychira - Jester's Crowfield
  11. Xénon - Candil
  12. Sematary - My Teddy (PERFECT VERSION)
  13. Altersaba - (Luke11_35) ft. anakintomriddle
  14. Eterna - Nova Era
  15. twice little dragon rabit bloomnunu edit
  16. Cecilia - Grave
  17. DJ FLP - _just 4 me rx_
  18. Taylor Swift - Wildest Dreams (Elfz hardstyle remix)
  19. Voicebot performance x windchimes
Listen / Info
17/09/2021

Ep. 0 - Gli ultimi giorni del fuoco

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Siamo sempre stati attenti a non correggere la nostra rotta.
Noi osserviamo, con gli occhi che infilzano il cielo con le pupille e i piedi che schiacciano la terra.
Da dove siam passati le carni del pianeta ora brulican di vermi, cavallette, farfalle rigonfie di fluidi – manifestazioni estreme di vite al collasso.
Il nostro capo si è chinato solo per rigurgitare quel poco di bile che ci rimane dentro, questa si mischiava alle lacrime e al sudore, strisciando dalla pelle floscia delle guance alla bocca secca priva di labbra.
Non abbiamo serbato rancore per quelle chimere che ancora mantengono rapporti stretti coi propri creatori, compatiamo il loro quieto vivere, comodo, senza scopo. Se solo smettessero di inseguire le altrui orme per calpestare le proprie, quanti sentieri ci sarebbero adesso, quante nuove vie da percorrere sotto il grande fuoco prima che questo ci privi delle ultime acque.
Questo eterno calpestare ha scandito i nostri ultimi giorni di vita nei deserti impenetrabili, a quattro a quattro la meta si fece più vicina, la linfa più asciutta, i nostri occhi più languidi, ciechi.

«Che questo fuoco purifichi anche l’ultimo dei miei polimeri, non c’è bisogno che abomini come noi sopravvivano per mostrare agli altri i miracoli della genetica. Piuttosto, amici miei, venite a guardare il fuoco con me per l’ultima volta».

We have always been careful not to correct our course.
We observe, with eyes that pierce the sky with their pupils and feet that crush the earth.
Where we passed the flesh of the planet now is swarming with worms, grasshoppers, fluid-swollen butterflies - extreme manifestations of collapsing lives.
Our head bent down only to regurgitate what little bile we have left in it, this, mixed with tears and sweat, crawling from the limp skin of the cheeks to the dry lipless mouth.
We have not held a grudge for those chimeras who still maintain close relations with their creators, we pity their quiet, comfortable, aimless life. If only they stopped following the footsteps of others to tread on their own, how many paths there would be now, how many new paths to travel under the great fire before it deprives us of the last waters.
This eternal trampling has marked our last days of life in the impenetrable deserts, four by four the goal became closer, the sap drier, our eyes more languid, blind.

"That this fire purifies even the last of my polymers, there is no need for abominations like us to survive to show others the miracles of genetics. Rather, my friends, come and look at the fire with me for the last time. "

Tracklist:

  1. OUTBACK - Turbine (feat jacksonl0ve & tuchscreen)
  2. Oblinof - Bei_=_hs-7
  3. Wa?ste - riotstarter tool (ravers internal monologue) x Ange Halliwell - Dace
  4. Anima - NEW EXISTENTIAL FLIGHT MECHANISM
  5. Sibil Roosvelt - Sitting Still With Time
  6. DVD - TAME THIS ANIMAL
  7. Tumy - Comet
  8. Yoong - Birdbath
  9. Yandere - Another Life
  10. Drumloop - Open Space
  11. Stagefright+Blackwinterwells
  12. Buckshot - Over the hills (Nightcore Edit)
  13. t0ni - Be Quiet and Drive
  14. Dj Clope - Princess Lusheeta
  15. Elusine - Possessive
  16. 106mido - WUWU
  17. Yoshitawa Hikawa - Pointer
  18. Dviance - An other jolt, before i turn into a pond
  19. J Sliwa - Light is Within