Thunderball

 

Thunderball

Un colpo d'orecchio sul mondo del jazz, tra storia, stili, individui, note blu e bassi al calor bianco. Un sottoscala, magari un club fumoso e notturno, al piano - 1 o - 2 rispetto al manto stradale, oppure, magari, uno stanzone all'americana, dove eseguire il ballo di fine anno con dei fantasmi flottanti. Ricavare mana dalla musica è materia problematica, bisogna essere prima di tutto fulminei. Come disse il poeta: "You should see me dance the polka".

An earshot on the world of jazz, about history, styles, individuals, blue notes and white-hot bass lines. A basement, perhaps a smoky, nocturnal club, on the - 1 or - 2 level above road surface, or, maybe, a huge ballroom, where you can dance the prom with floating ghosts. Getting mana from music is a problematic matter, you have to be lightning fast first of all. As the poet said: "You should see me dance the polka".

w/ doevilgrin

Perennemente assente, mai presente. Nella vita quotidiana si occupa di motion graphics e videografia, saltuariamente si trova su un set cinematografico. Nato a Pisa, ne appoggia in pieno la filosofia ghibellina e anticlericale. Cresciuto e vivente a Pistoia, ancora non si spiega l'alta densità di chiese della stessa.  

Perpetually absent, never present. In daily life he deals with motion graphics and videography, occasionally he is on a film set. Born in Pisa, he fully supports the Ghibelline and anticlerical philosophy. Grown up and living in Pistoia, the high density of churches in Pistoia is still not explained.

Podcast

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01/02/2023

Gato

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Leandro Barbieri, detto Gato, sax tenore, jazz latino. Fiato felino. I monti incerti, o gli altopiani dell'analogo, della sua discografia da segnalare su tutto il resto sono la colonna sonora di Ultimo tango a Parigi, la quadrilogia dei quattro Chapter sudamericani usciti per la Impulse e l'album Bolivia per la Flying Dutchman dove si interseca perfettamente con le tastiere di Lonnie Liston Smith.

Tracklist:

  1. Gato Barbieri - Lluvia Azul
  2. Gato Barbieri - Latino America
  3. Gato Barbieri - Tupac Amaru
  4. Gato Barbieri - Eclypse/Michellina
  5. Gato Barbieri - Girl in Black - Tango (Para mi Negra)
  6. Gato Barbieri - El arriero
  7. Gato Barbieri - India
  8. Gato Barbieri - Antonico
  9. Gato Barbieri - Milonga Triste
  10. Gato Barbieri - Why Did She Choose You?
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04/01/2023

Cocoanut Grove (Home albeit Tomb of Gus Arnheim)

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Per chi suonava Gus Arnheim? Il Cocoanut Grove dell'Hotel Ambassador a Los Angeles era veramente stracolmo di astanti OGNI sera? È esistito veramente quel posto? Rimangono solo dei lamenti tra queste vestigia impalpabili.

Tracklist:

  1. Gus Arnheim & His Orchestra - Ho Hum!
  2. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Bobby Burns - Go Home and Tell Your Mother
  3. Gus Arnheim & His Orchestra - Singin' in the Rain
  4. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Billie Holiday - I Cried for You
  5. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Buster Bees - Sleepy Valley
  6. Gus Arnheim & His Orchestra - Avalon Town
  7. Gus Arnheim & His Orchestra - Medley
  8. Gus Arnheim & His Orchestra - Have You Got Any Castles
  9. Gus Arnheim & His Orchestra - You're Blase
  10. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Bing Crosby and The Rhythm Boys - Them There Eyes
  11. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Jimmy Farrell - My Cabin of Dreams
  12. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Loyce Whiteman - Love in the Moonlight (for Me)
  13. Gus Arnheim & His Orchestra feat. Three Rhythm Rascals - You've Got Me in the Palm of Your Hands
  14. Gus Arnheim & His Orchestra - Sweet and Lovely
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23/12/2022

Powerhouse! An Ode to Raymond Scott (or the man who made cartoons swing intentionally by accident and was also an electronic music pioneer, silly isn't it?!)

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Si fa presto a dire Raymond Scott. Intanto il nome vero era Harry Warnow. Compositore, arrangiatore, ingegnere, direttore d'orchestra, capobanda, inventore di strumenti musicali (non aveva qualcosa di cui necessitava? se lo costruiva), filosofo, ma soprattutto uno dei primi sperimentatori in ambito di musica elettronica, oltre autore di alcuni motivetti passati alla storia grazie alle Merrie Melodies e ai Looney Tunes, cartoni musicati dall'amico di una vita Carl Stalling che inserì nelle sue colonne sonore per la Warner pezzi del nostro. Per quanto mi riguarda la traccia detta Powerhouse è un concentrato di nervosismo, estasi, stress macchinico, macchina, catena di montaggio fordista (non fordiana, il concatenamento fordiano è cinema, è dio). Curioso che il suo quintetto storico fosse in realtà un sextet che odiava il foxtrot. Vallo a interpretare. Dicevano di lui: fa jazz descrittivo, fa musica per ambienti futuristici, per sonorizzazioni spaziali. Buffo no?

Tracklist:

  1. Back There Benjamin - The Caretaker
  2. Powerhouse - Raymond Scott Quintette
  3. General Motors Futurama - Raymond Scott
  4. Hostess Twinkies - Raymond Scott
  5. Lightworks - Raymond Scott
  6. Dinner Music for a Pack of Hungry Cannibals - Raymond Scott Quintette
  7. Serenade to a Lonesome Railroad Station - Raymond Scott and His Orchestra
  8. IBM MTST The Paperwork Explosion - Raymond Scott
  9. Lightworks - J Dilla
  10. War Dance for Wooden Indians - Raymond Scott Quintette
  11. Cindy Electronium - Raymond Scott
  12. The Toy Trumpet - Raymond Scott Quintette
  13. The Toy Trumpet - Raymond Scott
  14. Confusion Among a Fleet of Taxicabs Upon Meeting with a Fare - Raymond Scott and His Orchestra
  15. At an Arabian House Party - Raymond Scott Quintette
  16. Bendix 2 The Tomorrow People - Raymond Scott
  17. Christmas Night in Harlem - Raymond Scott and His Orchestra
  18. In an 18th Century Drawing Room - Raymond Scott Quintette
  19. Portofino 2 - Raymond Scott
  20. Workinonit - J Dilla
  21. Twilight in Turkey - Raymond Scott Quintette
  22. Celebration On the Planet Mars - Raymond Scott and His Orchestra
  23. Boy Scout in Switzerland - Raymond Scott Quintette
  24. In the Hall of the Mountain Queen - Raymond Scott
  25. New Year's Eve in a Haunted House - Raymond Scott Quintette
  26. Powerhouse! - Steroid Maximus
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25/11/2022

Stan Kenton, detto Il Camaleonte

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Pianista, Kenton nasce che ha già 23 anni. Dopo qualche anno speso a vagare in lungo e in largo nella Rendezvous Ballroom, si fonde in materia e in spirito con la Capitol Records, divenendone di fatto l'incarnazione. Passerà alla storia come il Re del big band, con quegli esoticismi cubani caratteristici e quei trionfi degli ottoni onnipresenti, epici, definitivi, delle sassate. A una certa si è definitio portatore sano di jazz progressivo. Facile da condividere per come lasciava emergere dalle orchestre degli assoli che da soli valevano carriere altrove. Io lo definirei un jazz nucleare, esplosivo. Lascio a ognuno pescare per le aggettivazioni dai campi terminologici preferiti. Io amo l'atomo. Spesso e sempre più con gli anni si fa largo una certa idea di fusione calda col mondo della classica. Fa solo bene questa terza corrente.

Tracklist:

  1. Stan Kenton and His Orchestra - Cuban Carnival
  2. Stan Kenton - Machito
  3. Stan Kenton - Sunset Tower
  4. Stan Kenton - Artistry In Boogie
  5. Stan Kenton - Lonesome Road
  6. Stan Kenton - Thermopolae
  7. Stan Kenton - Carnival
  8. Stan Kenton and His Orchestra - This Modern World: An Orchestra
  9. Stan Kenton - Abstraction
  10. Stan Kenton - Dragonwyck
  11. Stan Kenton - Ride Of The Valkyries From "Die Walkuere"
  12. Stan Kenton - I Feel Pretty
  13. Tex Ritter, Stank Kenton - Red River Valley
  14. Stan Kenton and His Orchestra - Live and Let Die
  15. Stan Kenton - Opus In Chartreuse Cha Cha Cha
  16. Stan Kenton - Intermission Riff
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28/10/2022

Van Gelder Studio (o del genio Rudy alla Blue Note, di codex e di vinili)

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Dagli occhi alle 'recchie. Un ottico, un tornitore di lenti, uno spinozista: amatore del suono e del jazz, dell'acustica, dell'hi-fi, del senso fisico, del calore, della resa, della registrazione, della tecnica. Dal salotto di casa dei genitori ad Hackensack, dove vennero registrati capolavori senza tempo (la secchezza delle prime registrazioni era data da quel salottino lì, unico), al mitico Van Gelder Studio a Englewood Cliffs, sempre in New Jersey. Più o meno quando al cinema usciva "Gioventù bruciata", Rudy tramite amici jazzisti di Gil Melle, conosce Alfred Lion della Blue Note Records, e da lì in poi nasce la leggenda. Da buon ottico, era di una precisione certosina, maniacale: non permetteva a nessuno di toccare la propria strumentazione, ch'egli stesso maneggiava coi guantini bianchi da manoscritto. E non si poteva mangiare, bere o fumare nello studio. Si narra che una volta abbia appeso al muro con degli stativi un sassofonista che aveva osato introdurre un poco di acqua per idratarsi. Lo fa. Da lui sono passati tutti: ha registrato per la Prestige, la Savoy, la Verve, la CTI e la Impulse!, quest'ultima l'etichetta che impacchettò "A Love Supreme" di Coltrane, registrate proprio da Van Gelder. Negli anni '90 tra le tante cose (leggi convertire in digitale tutta la Blue Note, lavoro che ha continuato fino al giorno della morte nel 2016) ha collaborato alla finitura dei pezzi jazz della colonna sonora di "Cowboy Bebop".

From the eyes to the ears. An optician, a lens turner, a Spinozist: a lover of sound and jazz, acoustics, hi-fi, physical sense, warmth, rendering, recording, technique. From the living room of his parents' house in Hackensack, where timeless masterpieces were recorded (the dryness of the first recordings was given by that sitting room there, unique), to the legendary Van Gelder Studio in Englewood Cliffs, also in New Jersey. More or less when "Rebel Without a Cause" was released at the cinema, Rudy through Gil Melle's jazz friends, met Alfred Lion of Blue Note Records, and from then on the legend was born. As a good optician, he was of a painstaking, maniacal precision: he did not allow anyone to touch his own instrumentation, which he himself handled with white manuscript gloves. And you couldn't eat, drink or smoke in the studio. It is said that once a saxophonist who had dared to introduce a little water to hydrate himself hung on the wall with stands. It does. Everyone has been through him: he recorded for Prestige, Savoy, Verve, CTI and Impulse!, the latter the label that packaged Coltrane's "A Love Supreme", recorded by Van Gelder himself. In the 90s, among many things (read: converting all the Blue Note into digital, a work that continued until the day of his death in 2016) he collaborated on the finishing of the jazz pieces of the "Cowboy Bebop" soundtrack.

Tracklist:

  1. Lee Morgan - Claw-Til-Da
  2. Antônio Carlos Jobim - Mojave
  3. The Horace Silver Quintet - The Kicker
  4. Gil Mellé - Cyclotron
  5. Miles Davis - You Don't Know What Love Is
  6. Modern Jazz Quartet - Over the Rainbow
  7. Ralph Sutton, Jay McShann - Indiana
  8. Art Farmer - Alone Together
  9. James Moody - It Might as Well Be Spring
  10. Yusef Lateef - Sea Breeze
  11. Sheila Jordan - Baltimore Oriole
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30/09/2022

Bohren & der Club of Gore (doom ridden jazz music for people happier than you and me)

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Prussiani, provengono dal metallo più estremo ma hanno l'animo jazz, il cuore che batte più lento del decadimento di un protone, nel cervello un gatto nero che raschia per uscire. Hanno coniato un termine specifico per definire, per negazione, il loro suono (ricercatissimo, inaudito prima del loro avvento): doom ridden jazz music. Tra le righe delle impennate godardiane e una pessima, lorda notizia data da Beppe Viola.

Prussians, they come from the most extreme metal but have a jazz soul, a heart that beats slower than the decay of a proton, in the brain a black cat that scrapes to get out. They coined a specific term to define, by negation, their sound (very fine, unheard of before their advent): doom ridden jazz music. Between the lines some godardian strokes of the pen and a very bad, gross news given by Beppe Viola.

Tracklist:

  1. Grave Wisdom - Bohren & der Club of Gore
  2. 13 Zähne Für Toni D. - Bohren & der Club of Gore
  3. Texas Keller - Bohren & der Club of Gore
  4. Kleiner Finger - Bohren & der Club of Gore
  5. Schwarzer Sabbat für Dean Martin - Bohren & der Club of Gore
  6. Black City Skyline - Bohren & der Club of Gore
  7. Dandys Lungern Durch Die Nacht - Bohren & der Club of Gore
  8. Unrasiert - Bohren & der Club of Gore
  9. Luder, Samba & Tavernen - Bohren
  10. Sollen es doch Alle wissen - Bohren & der Club of Gore
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27/06/2022

Agnolotti Swing (quelli del Roxy Bar, per capirsi)

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Un poco di Buscaglione, un poco di Piccioni. Lo swing italiano ha avuto pochi profeti, poche stelle, tanti glossatori, quelli non mancano mai, ma di vere star, di interpreti evocatori e compositori geniali (che sapessero dare un sapore italiano a quella forma particolarissima di jazz, senza per questo renderlo una macchietta), cazzo, di quelli pochissimi. Qui troverete dei consigli di ascolto, giusto qualche nome, tra famosissimi e nomi poco rammentati. Basta scavare negli archivi.

A little bit of Buscaglione, a little bit of Piccioni. Italian swing has had few prophets, few stars, many glossators, those never lacking, but real stars, evocative interpreters and brilliant composers (who knew how to give an Italian flavor to that very particular form of jazz, without making it a caricature), fuck, of those very few. Here you will find some listening tips, just a few names, between very famous and little-remembered ones. Just dig into the archives.

Tracklist:

  1. Guarda che luna - Fred Buscaglione
  2. Autoradio - Piero Piccioni
  3. Pigliate 'na pastiglia - Renato Carosone
  4. Canto (anche se sono stonato) - Lelio Luttazzi
  5. Opus Jazz - Piero Piccioni
  6. Che notte - Fred Buscaglione
  7. Pippo non lo sa - Trio Lescano
  8. Caravan petrol - Renato Carosone
  9. Baciami la vena varicosa - Clem Sacco
  10. El can de Trieste - Lelio Luttazzi
  11. Eri piccola così - Fred Buscaglione
  12. Parlami d'amore Mariù - Vittorio De Sica
  13. Spleen economico - Piero Piccioni
  14. Che bambola - Fred Buscaglione
  15. Una zebra a pois - Mina
  16. Vecchia America - Quartetto Cetra
  17. Jazz Theme Song - Piero Piccioni
  18. Whisky facile - Fred Buscaglione
Listen / Info
27/06/2022

Agnolotti Swing (quelli del Roxy Bar, per capirsi)

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Un poco di Buscaglione, un poco di Piccioni. Lo swing italiano ha avuto pochi profeti, poche stelle, tanti glossatori, quelli non mancano mai, ma di vere star, di interpreti evocatori e compositori geniali (che sapessero dare un sapore italiano a quella forma particolarissima di jazz, senza per questo renderlo una macchietta), cazzo, di quelli pochissimi. Qui troverete dei consigli di ascolto, giusto qualche nome, tra famosissimi e nomi poco rammentati. Basta scavare negli archivi.

A little bit of Buscaglione, a little bit of Piccioni. Italian swing has had few prophets, few stars, many glossators, those never lacking, but real stars, evocative interpreters and brilliant composers (the ones who knew how to give an Italian flavor to that very particular form of jazz, without making it a caricature), fuck, of those very very few. Here you will find some listening tips, just a few names, between very famous and little-remembered ones. Just dig into the archives.

Tracklist:

  1. Guarda che luna - Fred Buscaglione
  2. Autoradio - Piero Piccioni
  3. Pigliate 'na pastiglia - Renato Carosone
  4. Canto (anche se sono stonato) - Lelio Luttazzi
  5. Opus Jazz - Piero Piccioni
  6. Che notte - Fred Buscaglione
  7. Pippo non lo sa - Trio Lescano
  8. Caravan petrol - Renato Carosone
  9. Baciami la vena varicosa - Clem Sacco
  10. El can de Trieste - Lelio Luttazzi
  11. Eri piccola così - Fred Buscaglione
  12. Parlami d'amore Mariù - Vittorio De Sica
  13. Spleen economico - Piero Piccioni
  14. Che bambola - Fred Buscaglione
  15. Una zebra a pois - Mina
  16. Vecchia America - Quartetto Cetra
  17. Jazz Theme Song - Piero Piccioni
  18. Whisky facile - Fred Buscaglione
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30/05/2022

More or Les Baxter

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Voci sintetiche recuperano pensieri scritti da David Toop a proposito dell'exoticissimo Les Baxter. Appartengono a un cyberdemone, sono voci interiori, è un cyberdemone che ha molto da pensare, ama le atmosfere lounge. Grazie al calcolatore che ha integrato nel cervello si inizia da solo allo space age pop.

Tracklist:

  1. Les Baxter - Jungle Flower
  2. Les Baxter - Stone God
  3. Les Baxter - Congo Train
  4. Les Baxter - Zambezi
  5. Yma Sumac - Choladas (Dance of the Moon Festival)
  6. Harry Revel, Leslie Baxter, Dr. Samuel J. Hoffman - Mist O' The Moon
  7. Les Baxter with His Chorus and Orchestra - Tahiti: A Summer Night At Sea
  8. Les Baxter - The Feathered Serpent Of The Aztecs
  9. Les Baxter - Ooch-I-Baba
  10. Les Baxter - Singing Sea Shells
  11. Les Baxter - The Ancient Galleon
Listen / Info
02/05/2022

Quattro articoli di Vittorio Franchini

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In questo primo episodio leggiamo quattro articoli di Vittorio Franchini su Thelonious Monk, Pat Metheny, Milt Jackson e Max Roach, accompagnati da musiche dei protagonisti.

Tracklist:

  1. Max Roach - impro live
  2. Max Roach - Tears for Johanneburg
  3. Thelonious Monk - Ba-Lue Bolivar Ba-Lues-Are (Live [The Jazz Workshop])
  4. Thelonious Monk - Straight, No Chaser (Live [It Club])
  5. Milt Jackson - Bags' Groove
  6. Milt Jackson and the Thelonious Monk Quintet - Don't Get Around Much Anymore
  7. Jim Hall, Pat Metheny - All the Things You Are (Live Recording)