Stanza femminista

 

Stanza femminista

La stanza femminista in questa seconda edizione prova ad intrecciarsi alle esperienze e gli studi di altre compagne.

w/ la stanza femminista

La stanza femminista proverà a restituire una parte degli incontri avvenuti all'interno del gruppo di letture che si tiene al circolo Arci Ho Chi Minh di Pistoia due mercoledì al mese. Il piccolo gruppo che guida la sessioni di lettura ha iniziato a incontrarsi a partire dalla domanda "Come costruire un vocabolario femminista a partire dalla grande produzione culturale relativa a questa lotta?". Vi aspettiamo! 

Podcast

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02/07/2026

manifesta pure tu

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Un parziale racconto sonoro della manifesteazione avvenuta

durante lo sciopero transfemminista il 9 marzo 2026 a Pistoia.

https://www.instagram.com/nonunadimeno_pistoia/

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07/05/2026

Lotto marzo. Discussione sullo sciopero produttivo e riproduttivo

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Una discussione storica a partire dalle risognificazioni contemporanee dello sciopero riproduttivo con Giulia Bruni, Debora Migliucci, Chiara Luce Breccia, Bluanna Baccarin e Brenda Fedi.
Incontro del 14 marzo 2026 all'interno della rassegna femminista Effe, promossa dai Coordinamenti Donne CGIL e SPI CGIL Prato e Pistoia, dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia (gruppo di studio sulla storia di genere Paura non abbiamo) e dalla Fondazione Valore Lavoro.

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09/04/2026

Voci dai femminismi

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Reading a partire dal volume “Femminismi. Un’antologia contemporanea” di Rossella Ghigi, con letture che mettono al centro le dinamiche dell’oppressine patriarcale, la sessualità e la violenza come dispositivi di potere, i linguaggi, la cura, resistenza e le lotte femministe.

Incontro del 14 marzo 2026 all'interno della rassegna femminista Effe, promossa dai Coordinamenti Donne CGIL e SPI CGIL Prato e Pistoia, dall’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia (gruppo di studio sulla storia di genere Paura non abbiamo) e dalla Fondazione Valore Lavoro.

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12/03/2026

"Le culture musicali della protesta femminista dagli anni Novanta ad oggi" con Brenda Fedi e Non una di meno Pistoia

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Sin dagli anni Novanta in poi si assiste in Italia ad una trasformazione significativa: le lotte politiche iniziano ad intrecciarsi in modo sempre più stretto con la produzione musicale e con il lavoro culturale. In questo contesto, collettivi femministi e queer risignificano pratiche e generi musicali esistenti, politicizzandoli e facendone spazi di conflitto.

Incontro sulla musica delle proteste femministe a cura di Brenda Fedi, dottoranda in Storia Contemporanea presso l’Università di Pisa all'interno della rassegna dedicata alla lotta per le libertà e per i diritti sociali e civili delle donne e delle libere soggettività organizzata dal nodo pistoiese di Non una di meno (6, 7, 8 marzo 2026) e conclusasi con lo sciopero e il corteo del 9 marzo. 

La foto è di Valerio Salvetti

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12/02/2026

Le città in cui viviamo

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Le città in cui viviamo sono state pensate e costruite per rafforzare una divisione dei ruoli di genere in cui lo spazio pubblico è connotato come maschile e lo spazio privato come femminile.

La strada quindi è degli uomini, la casa delle donne. Questa separazione tra maschile e femminile, pubblico e privato che organizza la città e il suo funzionamento è la stessa su cui si fonda la distinzione tra lavoro retribuito e lavoro di cura, tra produzione e riproduzione. 


Questo scenario sta cambiando. A partire dagli anni ’70, infatti, in corrispondenza con l’affermarsi dei movimenti delle donne e l’acquisizione di nuovi diritti, anche l’urbanistica e l’architettura vengono messe in discussione dal pensiero di genere: ricercatrici, urbaniste e attiviste hanno iniziato a mettere in luce come le città rispecchiano le strutture di potere delle società.

L’approccio femminista all’urbanistica rompe l’universalità del pensiero unico della “città degli uomini” e apre a nuovi modelli e proposte che cambiano anche il modo di progettare.

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15/01/2026

Paura non abbiamo

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Il volume “L’autodifesa delle donne. Pratiche, diritto, immaginari nella storia” curato da Simona Feci e Laura Schettini esce nel novembre 2024.
L’obiettivo della raccolta di saggi, realizzati da studiose e attiviste, è quello di mettere al centro della storia delle donne e dei movimenti femministi la pratica di autodifesa in tutte le sue molteplici sfaccettature: dalla reazione, anche violenta, di fronte alla violenza maschile, alle risposte collettive di movimento alla strutturale oppressione patriarcale. Si tratta di fili di un racconto corale su come le donne hanno immaginato, costruito, fatto autodifesa per sé e con altre nel corso del tempo.
In particolare, il saggio di Lorenza Moretti (dottoranda presso l’Università la Sapienza di Roma), ricostruisce la genesi e le evoluzioni delle manifestazioni notturne “riprendiamoci la notte” che in Italia si diffondono fin dalla metà degli anni Settanta, cambiando pelle nei decenni successivi ma rimanendo uno strumento fondamentale per mettere in pratica l'autodifesa delle donne in modo collettivo.

Puntata curata dal gruppo di storia di genere dell'Istituto storico della Resistenza di Pistoia

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05/06/2025

Brigitte Vassallo

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Brigitte Vasallo, scrittrice, ricercatrice e attivista
femminista, è nota per la sua critica all’islamofobia di genere, al
purplewashing, all’omonazionalismo e al concetto di monogamia come
costrutto del capitalismo.


Il suo lavoro ruota attorno ai meccanismi di costruzione dell’alterità, con particolare interesse per la differenza sessuale e la scomparsa delle epistemologie contadine.


Nata a Barcellona nel 1973, è figlia di contadini galiziana, emigrati prima in Francia e poi in Catalogna.


Ha vissuto per molti anni in Marocco, esperienza che le ha consentito di acquisire la prospettiva del pensiero egocentrico e coloniale egemonico della società occidentale.


Tiene conferenze in tutto il mondo e collabora regolarmente con diversi media.


Già titolare della cattedra Mercè Rodoreda di Studi Catalani all’Università di New York, è docente del Master in Genere e Comunicazione dell’Università Autonoma di Barcellona.


È stata l’ideatrice del Primo Festival della Cultura Txarnega a Barcellona.


Tra i suoi libri tradotti in italiano ci sono Pornoburka (2020), Per una rivoluzione degli affetti. Pensiero monogamo e terrore poliamoroso (2022) e Linguaggio inclusivo ed esclusione di classe  (2023) che è stato finalista del Premio Inge Feltrinelli.


Il suo lavoro analizza l’intersezionalità tra razzismo e misoginia, con particolare riferimento a come colpisce le donne musulmane.
In tal senso,  denuncia il purplewashing e il pinkwashing, in sintesi,
come il femminismo e i diritti LGBTI sono strumentalizzati per
giustificare la xenofobia, cessando di essere fini a se stessi.

Fonte: https://www.unadonnalgiorno.it/brigitte-vasallo/



Tracklist:

  1. Fugue No. 24 in B minor, BWV 869 - Kimiko Ishizaka
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08/05/2025

Palestina libera!

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Tracklist:

  1. International Artists For Gaza - Amin Al Aiedy - Eclipse
  2. International Artists For Gaza - Jabu Morales - Guerra
  3. International Artists For Gaza - Dedalus - Palestina
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10/04/2025

Le fondamentali: Lea Melandri

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Lea Melandri è una delle figure più significative del femminismo italiano.

Saggista, scrittrice e presidente della Libera Università delle Donne di Milano,

Lea è una pensatrice scomoda, radicale, che ha dedicato la vita alla scrittura

e alla trasformazione personale e collettiva.

La biografia alla fine è a cura di Annamaria Tagliavini 

pubblicata su http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/lea-melandri/

Tracklist:

  1. ANTONIO BRAVO & PABLO SEOANE - ezekiel meets shaftesbury meets ángel siseñor meets ezekiel meets shaftesbury meets ángel siseñor meets shaftesbury meets ángel siseñor - (AL137)
  2. by alina records
  3. Pablo Seoane - piano, Antonio Bravo - guitarra
  4. Biografia a cura di Annamaria Tagliavini, pubblicata su http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/lea-melandri/
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13/03/2025

Lotto boicotto sciopero

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'8 marzo abbiamo lottato, boicottato e scioperato in tutta Italia e anche a Pistoia.
In tantissimə abbiamo attraversato la città e ci siamo riappropriatə degli spazi che dovrebbero essere sempre di tuttə.
Donne cis, persone trans e uomini cis hanno camminato veramente insieme, persone giovanissime, donne in gravidanza o con figlə hanno cantato la stessa idea, persone anziane in ascolto, uomini cis in ascolto, soggettività non binarie libere di essere se stesse nella propria città. Abbiamo visto un superamento di molti stereotipi, persone con disabilità o condizioni di fragilità scegliere di esserci e affermare la propria idea di mondo. Abbiamo visto fiducia ricambiata. Questa é la comunità che stiamo costruendo!
Nelle tappe del corteo abbiamo criticato quello della città che non ci piace ma detto anche tanto su come vorremo vederla cambiare.
Si è parlato di privatizzazione dei luoghi pubblici, di sfruttamento capitalista della città, di militarizzazione della scuola, di diritti deə lavoratorə, di giustizia trasformativa e di un grosso NO al riarmo!

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13/02/2025

Le fondamentali: Angela Davis

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Donne,
razza e classe

di Angela Davis, uno dei testi fondativi del femminismo nero e
intersezionale, quello cioè che interpreta le identità come dei
costrutti complessi in cui razza, genere e classe sono profondamente
intrecciati. Women,
Race and Class
era
uscito negli Usa nel 1981
ed era già stato pubblicato in Italia nel 1985
da Editori Riuniti col titolo Bianche
e nere
,
un’edizione ormai introvabile. Davis ripercorre i rapporti
altalenanti tra il movimento abolizionista e quello femminista
nell’Ottocento, riscoprendo figure femminili leggendarie come
quella di Elizabeth Cady Stanton, Susan B. Anthony, Angelina Grimke e
tante altre. Davis non usa esplicitamente il termine
intersezionalità, che sarà teorizzato nel 1989
da Kimberlé Crenshaw, ma in questo saggio mette già in evidenza le
interconnessioni di razza, genere e classe all’interno dei
movimenti femminili. Da Gli Asini rivista.

Tracklist:

  1. Sumario, CATALOGO - Tony Pena
  2. Cuando el sosiego venza - ESPACIOS IMAGINADOS - Jorge Cabadas
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16/01/2025

Le fondamentali: bell hooks

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"Senza
esperienza, per bell hooks non c’è costruzione teorica possibile.
A ogni costruzione teorica deve, infatti, corrispondere un vissuto,
un’esperienza, inclusa quella dello sforzo di liberare dall’oblio,
appunto, la memoria del dolore collettivo.



Per rendere questo posizionamento possibile è quindi necessario
situarsi al margine, luogo che diventa spazio privilegiato di
osservazione sempre creativo proprio perché lontano da un sapere
egemonico inevitabilmente funzionale al potere, perché parte dalla
propria esperienza del mondo ma anche dai propri desideri". Da
un articolo scritto da Livia Apa sulla rivista Gli Asini.