Worlds To Come

 

Worlds To Come

Sulla superficie di questo pianeta infetto e agonico suoni di altri mondi sono già udibili, le loro onde diffondono un messaggio, parlandoci di qualcosa che forse non riusciamo ancora comprendere, ma di cui possiamo metterci in ascolto.

Worlds to Come è una conversazione basata su ciò che David Burrows e Simon O'Sullivan hanno proposto nella loro opera Fictioning: The Myth-Functions of Contemporary Art and Philosophy e le idee che pensatrici come Donna Haraway e Rosi Braidotti hanno sviluppato nel tentativo di definire questo tempo di trasformazioni imminenti.

Ma è anche una mappatura di pratiche sonore che si muovono tra finzione e realtà, virtuale e concreto, un passato che non c'è mai stato e un'audience ancora a venire. Pratiche che con diversi mezzi evocano demoni, parlano con i gatti, compongono nuove temporalità, il tutto in nome della costruzione di un futuro così alieno che nessuno di noi potrebbe nemmeno immaginarlo.

Worlds to come are just begun!

w/ Giulia Deval & Sei Iturriaga Sauco

Giulia Deval è una cantante e sound artist italiana. Il suo lavoro si articola in formati diversi come live set, creazione di abiti sonori, concerti di personaggi immaginari e azioni partecipative per voci e nastri magnetici. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo album Terrapolis per Ambient Noise Session.

Sei Iturriaga Sauco è una scrittrice e ricercatrice autonoma messicana. Il suo lavoro si focalizza sull’analisi di comunicazione e linguaggio nelle teorie sociali contemporanee. Per diversi anni ha lavorato come consulente sviluppando metodologie per l'approfondimento nel analisis dei processi creativi. La sua scrittura tange narrativa, saggistica, poesia e progetti transmediali collaborativi.

Giulia deval is an italian singer and sound artist. Her work moves between different formats such as live sets, creation of sound clothes, concerts of imaginary characters and participatory actions for voices and magnetic tapes. In 2020, she released her first album Terrapolis for Ambient Noise Session.

Sei Iturriaga Sauco is a mexican writer and independent researcher. Her work focuses on the analysis of communication and language in contemporary social theories. For several years she has worked as an advisor creating methodologies for the development of creative processes. Her writing ranges from fiction to nonfiction, poetry and collaborative transmedia projects.

Podcast

16/06/2021

Last Chapter - FUNGAL FRIENDS

Concluso il ciclo dell’investigazione teorica di Worlds to Come, proponiamo l’ascolto di Fungal Friends, un racconto transumanista dove la sensibilità umana e quella dei funghi si fondono in una sola.

Fungal Friends è un episodio del format Sonic Utopias curato dalla sound artist Daphne X a cui hanno partecipato il collettivo Faun (testo), Ekin Bozkurt (soundscape), Giulia Deval (voci dei funghi) e Daphne X (voce narrante). Fungal Friends è una produzione originale di Movement Radio Athens.

Movement radio is an international online radio station based in Athens. It explores the cross-cultural interactions, political and theoretical discourses and reflections of movement of people from the Mediterranean and beyond, through a series of commissioned pieces, thematic mixtapes, interviews, DJ sets and more.

Movement.radio is produced by Onassis Stegi.

02/06/2021

Chapter 8 - TECNOBIOPOTERE

Tratto da “Un manifesto per Cyborg: scienza, tecnologia e femminismo socialista nel tardo ventesimo secolo” di Donna J. Haraway. Sogno ironico di un linguaggio comune per donne nel circuito integrato.

In questo saggio mi propongo di costruire un ironico mito politico fedele al femminismo, al socialismo e al materialismo. E forse più fedele ancora; come l'empietà, e non come la venerazione o l'identificazione. Da sempre l'empietà richiede che prendiamo molto sul serio le cose. Perciò non conosco posizione migliore all'interno delle tradizioni religioso-secolari ed evangeliche della politica statunitense, non escluso il femminismo socialista. L'empietà ci protegge dal moralismo ufficiale che abbiamo introiettato, ma ribadisce che c'è bisogno di una comunità. L'empietà non è apostasia. L'ironia investe contraddizioni che non sono riducibili a un tutto più vasto neanche dialetticamente, descrive la tensione che si produce tenendo insieme cose magari vere e necessarie ma incompatibili. L'ironia è umorismo e gioco serio. L'ironia è, inoltre, una strategia retorica e un metodo politico che il femminismo socialista dovrebbe valorizzare di più. Al centro della mia fede ironica, della mia empietà, c'è l'immagine del cyborg. Un cyborg è un organismo cibernetico, un ibrido di macchina e organismo, una creatura che appartiene tanto alla realtà sociale quanto alla finzione. La realtà sociale è costituita dalle relazioni sociali vissute, è la nostra principale costruzione politica, una finzione che trasforma il mondo. I movimenti internazionali delle donne hanno costruito l"'esperienza delle donne", svelando o rivelando cosa sia questo cruciale oggetto collettivo: una esperienza che è al tempo stesso una finzione e un fatto di massima rilevanza politica. La liberazione si fonda sulla costruzione della coscienza, sull'assunzione immaginativa dell'oppressione e quindi della possibilità. Il cyborg è una questione di finzione e di esperienza vissuta che trasforma quello che conta per esperienza delle donne alla fine del Ventesimo secolo. È una lotta per la vita e la morte, ma il confine tra fantascienza e realtà sociale è un'illusione ottica. La fantascienza contemporanea è piena di cyborg: animali e macchine insieme, creature che popolano mondi ambiguamente naturali e artefatti.

Tracklist:

  1. Sophie - LEMONADE
  2. Sophie - Ponyboy
  3. Sophie - Faceshopping
  4. Sophie - Whole New World Pretend World
  5. Saul Williams - Ashes / Think Like They Book Say - 232016 - Paste Studios, New York, NY
  6. Saul Williams - Burundi
  7. Saul Williams - Horn of the clock bike
  8. Saul Williams - List of Demands (Reparation)
  9. Watch SOPHIE and Sophia the Robot discuss the future of creativity
  10. Marie Darrieussecq présente une dystopie haletante, « Notre vie dans les forêts »
  11. Arte, política y contracultura. El mundo hoy | Sesión 6: Paul B. Preciado y María Galindo
  12. McKenzie Wark "Ficting and Facting"
19/05/2021

Chapter 7 - MYTHSCIENCE

La realtà ci appare come un monolite dagli angoli appuntiti, impermeabile, chiuso, dato.

Ma molte soggettività e sistemi di pensiero si trovano al di fuori del suo perimetro, nella cancellazione e nella perenne ricerca di legittimità.

Nell’arco del ventesimo e del ventunesimo secolo alcune correnti hanno provato a sovvertire lo status quo costruendo universi paralleli per trovare un posto alle proprie narrazioni in esilio.

Culture extraeuropee e diasporiche, ma anche prospettive femministe e antropologiche hanno capito che per esistere era necessario far esplodere il monolite, spaccarlo e moltiplicarlo.

Per farlo serviva una tecnica, artefatta e chirurgica, efficace quanto una scienza, ma autorizzata a speculare e a edificare nuovi panorami immaginati, in altre parole, una fanta-scienza.

Un giovane musicista afroamericano nato a Birmingham nel 1914, ma venuto da Saturno, chiamò quest’arma di trasformazione MYTH-SCIENCE.

La cantante e poetessa Moor Mother del collettivo Black Quantum Futurism e il Manifesto del Futurismo Rurale, ideato dal curatore italiano Leandro Pisano sono gli ascolti che ci accompagnano in questa investigazione.

Tracklist:

  1. Sun Ra And His Myth Science Arkestra ‎– Celestial Fantasy
  2. Sun Ra and His Band - From Outer Space
  3. Moor Mother & billy woods – Furies
  4. 700 bliss – Cosmic Slop
  5. Interview from Moog Music Inc - Sonic Origin I Moor Mother
  6. Moor Mother - Repeater
  7. Vacuamoenia - One endless minute (extract)
  8. Enrico Coniglio - Sounding out the Watershed, San Marco dei Cavoti, 2015 (extract)
  9. Nicola di Croce - Retorica - Tentativi di dialogo con un sindaco, 2018 (extract)
05/05/2021

Chapter 6 - SIMPOIESI

Sulla riva del nostro tempo è giunto il momento di raccontare nuove storie, di fare narrazioni condivise e complesse in cui la voce degli altri è quella che ora canta e l'uomo che si è creduto il solista di un'orchestra unica, impara i cori di coloro che hanno lottato per conservare i loro antichi canti in mezzo alla costante distruzione dei loro mondi. Gli altri fischiano, muggiscono, scricchiolano, vibrano, ronzano, sono atonali, disfonici, ripetitivi, sciocchi. Gli altri hanno ritmi che non capiamo, i loro echi incisi sulla pietra sussistono al peso delle ere geologiche, si liberano come vulcani quando aprono la terra, un urlo secco, un tremore, un colpo di vento, un tuono, stormi che prendono il volo. Fluttuazione, muggito, turbina, intensa statica tra due cavi dell'alta tensione, i ricordi industriali delle città che muore.

In questo capitolo di Worlds to Come parleremo della simpoiesi come atto creativo al di là dell'umano. L'idea del mondo diviso, la sua demarcazione, le linee che separano come confini artificiali che tagliano il flusso degli ecosistemi sono una narrazione imposta. I confini del mondo sono membrane permeabili che si interconnettono, strisce di fitta vegetazione che avanzano o si ritirano in cicli ritmici di danza, e anche gli esseri sono superfici permeabili. I sistemi hanno crepe, cavità, zone d'incontro, spazi in cui l'altro può entrare: interfacce complesse di accoppiamento, strutture di evoluzione condivisa dove si unificano altre materie.

Tracklist:

  1. ARCA - Reverie
  2. ARCA - Mequetrefe
  3. ARCA - Nonbinary
  4. ARCA - Vanity
  5. RITA INDIANA - El Juidero
  6. RITA INDIANA - El Zahir
  7. RITA INDIANA - El Flaco de la mancha
  8. RITA INDIANA - Mandinga times
  9. Anna Lowenhaupt Tsing - A Feminist Approach to the Anthropocene: Earth Stalked by Man
  10. Octavia Butler - Transcending barriers
21/04/2021

Chapter 5 - Mythopoesis

Abbiamo pensato a come ri-plasmare le nostre soggettività a partire dal corpo, pensando a come divenire com-post e a come ri-articolarci.

Ci addentriamo in un orizzonte di narrazioni dal potere trasformativo così evidente da essere chiamato “Speculative Turn” / “Svolta speculativa”, un orizzonte in cui è la finzione, o macchina letteraria, a farsi tecnologia per la produzione di nuove soggettività.

Le autrici e gli autori del contemporaneo che Worlds to Come mette in dialogo rivendicano la funzione dello story-telling e della fabulazione con lo scopo di creare enunciazioni collettive in grado di richiamare un popolo mancante e i suoi mondi potenziali.

Fictioning è in questo senso un verbo chiave: utilizzare la finzione come un’arma, attraverso diverse strategie che vedremo nel corso dei prossimi episodi.

Mito e rappresentazione fittizia, visioni coestensive tra passati e futuri immaginari sono ciò che caratterizzano il dispositivo di cui parleremo in questo episodio: Mythopoesis.

Testi tratti da Fictioning. The Myth-Functions of Contemporary Art and Philosophy, di David Burrows and Simon O’Sullivan, Edinburgh University Press.

Traduzione di chi legge.

Il nostro libro definisce e mappa una serie di pratiche e teorie di mythopoesis, myth-science e mythotechnesis (e i relativi termini di performance fictioning, science fictioning e machine fictioning).

Queste sono quelle che noi chiamiamo le funzioni-mito dell’arte contemporanea e della filosofia. (…)

La mythopoesis si propone come produttiva di mondi, persone e comunità a venire, spesso attingendo a culture residue ed emergenti.

La myth-science funziona producendo prospettive e modelli alternativi, rivelando le abitudini di pensiero riguardanti le realtà fisiche, storiche e sociali come fossero miti, ancor di più.

Infine, la mythotechnesis riguarda i modi in cui la tecnologia entra nel discorso e nella vita, proiezioni approfondite dell'influenza esistente e futura delle macchine.

Siamo interessati, specialmente (…) a un tema correlato: come queste pratiche e teorie sono spesso impegnate in speculazioni riguardanti futuri modi di esistenza umani e non umani, in particolare in relazione al potenziale del corpo o a ciò che potrebbe essere meglio chiamato embodiment.

(…) il nostro concetto chiave in questa indagine critica è "fictioning".

Usando il termine ‘fiction’ come verbo ci riferiamo alla scrittura, all'immaginazione, alla rappresentazione o piuttosto all' istanziazione materiale di mondi o corpi sociali che segnano le nostre traiettorie diverse da quelle generate dalle organizzazioni di vita dominanti attualmente esistenti.

(…)

Mythopoesis / Myth-science / Mythothecnesis possono essere viste come differenti tecniche di fictioning presenti nell’arte contemporanea e nella musica così come nella scrittura filosofica e in quella di finzione.

(…)

Il concetto di mitopoiesi parla alla molteplicità che deterritorializzerebbe le nostre identificazioni abituali (o parla ai sé potenziali che noi siamo anche), mentre si rivolge a noi come parte di una collettività più ampia - come potenzialmente parte di una comunità a venire.

(…) Questo implica necessariamente la finzione di altri modi di pensare, parlare, provare piacere, relazionarsi ed esistere. Questi altri modi di essere sono generati da immagini, suoni, scrittura ed eventi, il tutto può consistere in, o essere il prodotto di, altre finzioni di performance di altri artisti, musicisti o scrittori.

Cioè, le finzioni performative producono o invitano altre finzioni performative.

(…)

Suggeriamo che sia Deleuze a sviluppare il concetto di un'enunciazione che richiama un popolo mancante e i suoi mondi potenziali, in relazione a ciò che chiama (seguendo Henri Bergson) "fabulazione", o "the story-telling function".

(…)

La mitopoiesi, potremmo dire, implica una sorta di disfare e ri-istuire il senso.

(…) Deleuze e Guattari indicano anche che la fantascienza in generale è un genere che riguarda il divenire: "la fantascienza ha attraversato tutta un'evoluzione che l'ha portata dal divenire animale, vegetale e minerale al divenire di batteri, virus, molecole e cose impercettibili".

(…)

La finzione mitopoietica non è una fuga da, o una panacea per, le condizioni esistenti, ma qualcosa di più nitido: l'esplorazione materiale di altre possibilità immaginarie nel momento contemporaneo.

La finzione in questo senso è l’uso della finzione in sé come un’arma.

ERIK BUNGER

Erik Bünger è un artista, scrittore e compositore, il cui lavoro indaga la relazione tra il linguaggio e concetti come 'voce', 'corpo', 'immagine' e 'natura'.

In performance, video, testi e composizioni musicali esplora come tali concetti, riferendosi a qualcosa di muto e indicibile al di là della portata del linguaggio, diventino dei vuoti centrali attorno ai quali si costruisce la nostra realtà.

Uno dei formati più utilizzati da Bunger è quello della performance lecture, una conferenza performativa in cui la voce narrante costruisce un mondo di relazioni collegando una moltitudine di fonti accumulate.

L’argomento della speculazione è già molte volte un groviglio di senso e al posto di dipanarsi ingigantisce la matassa riappropriandosi di fatto quella che era la vera funzione del mito: non dare una riposta, ma generare un nuovo intreccio.

Quelle di Bunger sono fabulazioni che scardinano un ordine delle cose che daremmo per assodato.

Il tutto avviene tramite la lingua, intesa come linguaggio quanto organo.

I lavori di Bunger sono stati presentati in tutto il mondo in sedi come il Centre Pompidou di Parigi, The Wellcome Collection di Londra, The Lincoln Center di New York, KW di Berlino e The Curitiba Biennial in Brasile.

ALMARE

Fondato a Torino nel 2017 da Amos Cappuccio, Giulia Mengozzi, Luca Morino e Gabriele Rendina Cattani, ALMARE è un collettivo che si dedica ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come mezzo espressivo. ALMARE organizza concerti, mostre, public talks, performance, fornendo un supporto tecnico, logistico e curatoriale. ALMARE porta avanti una ricerca che non mira a frammentare in categorie esclusive le diverse pratiche legate al suono, ma vuole al contrario accoglierle e integrarle in una prospettiva musicale/artistica comune. Questa versatilità delle condizioni di ascolto, garantisce l’accoglienza di un pubblico trasversale e polivalente, generando possibilità di creazione e fruizione in continua mutazione.

Cronache di Vita di Dorothea Ïesj S.P.U.

Episodio 1: La Mattina del Quinto Anniversario, 2020

Audio racconto sci-fi - 34’56

La Mattina del 5° Anniversario è il primo capitolo dell'audio-serie sci-fi Cronache di vita di Dorothea Ïesj S.P.U. che segue il viaggio della ricercatrice Dorothea verso la città di Baku e le sue peripezie nell'estrarre (e rivendere) suoni del passato. Prendendo spunto dall’archeologia sonora e in particolare dalle teorie dell’archeoacustica, l'opera descrive un futuro immaginario in cui il suono può essere estratto dagli oggetti e dalla materia grazie a un dispositivo quantico chiamato ECHO (Equalized Control of Hierarchic Oscillation).

L'audio romanzo indaga il legame tra capitalismo dei dati, tecnologia e creazione di valore, e come reperti considerati "archeologici" possano costituire uno strumento di costruzione linguistica, simulazione memoriale e, quindi, uno strumento di potere. In un mondo in cui ogni parola è registrata e può essere riprodotta, queste voci riesumate partecipano alla costruzione stessa delle nostre identità: una contro-valuta, per un commercio trans-temporale.

Il concetto di presenza nell'assenza fa eco all’obiettivo finale della ricercatrice, ovvero ritrovare i resti sonori della Sinfonia delle Sirene del compositore russo Arseny Avraamov, eseguita a Baku nel 1922. La performance di musica d'avanguardia incorporava i suoni di macchinari, fabbriche, fischietti a vapore, campane, sirene e artiglieria, a comporre il paesaggio sonoro del proletariato.

Dorothea è bloccata nel porto di Kuryk, in attesa del traghetto per Baku. Sul telefono controlla gli aggiornamenti sulle aste del mercato nero in cui vende illegalmente reperti audioarcheologici. La sua condizione di giovane ricercatrice precaria l'ha spinta a trafficare in antichi suoni incisi nella materia, che vende agli studenti di archeoacustica. Grazie all'amica Juliette Folker, Dorothea riceve una borsa di studio da una compagnia militare privata. Nel bel mezzo della sua ricerca, Dorothea trova strane registrazioni di antiche esplosioni, segnali e sirene. Un misterioso compratore è disposto a pagare una somma esorbitante per ottenere le registrazioni.

Life Chronicles fa parte del progetto multidisciplinare in corso All signs Point To Rome, Diane incentrato sull'auto-registrazione, l'auto-monitoraggio e l'audio mediumismo.

    07/04/2021

    Chapter 4 - ARTICOLAZIONE

    Secondo la narrazione tradizionale AYUUJK XAAM o narrativa MIXE, cultura del sud del Messico, KUMANTUK è quell'essere umano che ha la capacità di trasformarsi in un essere zoomorfo, assetato di sangue, che si dedica ad uccidere i suoi nemici o altri esseri umani succhiando il loro sangue fino a quando non sono morti, Kumantuk ha capacità soprannaturali e può manipolare il suo aspetto fisico, una di queste capacità è quella di rimuovere la propria testa prima della ricerca di una vittima o teletrasportarsi molto facilmente da un luogo all'altro indipendentemente dalla distanza. La tradizione orale Mixe racconta la storia di questo essere mitologico:

    È già notte, KUMANTUK arriva al luogo designato, prende la propria testa con entrambe le mani e la stacca dal suo corpo, depositandola in un luogo specifico per essere sicuro di recuperarla in seguito. Senza la testa, inizia la trasformazione e il viaggio da cui tornerà sazio di sangue.

    Prende la sua testa, la rimette al suo posto e Kumantuk è di nuovo umano.

    È già giorno.

    Ci addentriamo nell’idea di “articolazione” con l’ascolto di Kumantuk Xuxpë e RAE / Giulia Francavilla.

    Tracklist:

    1. Kumantuk Xuxpë - Kumantuk Xuxpë
    2. Kumantuk Xuxpë - Jëën Pejk
    3. Kumantuk Xuxpë - Et Näxwii'nyët
    4. RAE - Tizzoni
    5. RAE - 0 04 - 2
    6. RAE - 0 04 - 4
    7. Donna Haraway - Promises of Monsters
    8. Donna Haraway - Anthropocene Consortium Series, 2016
    9. Yásnaya Elena Aguilar - Imagina el Mundo
    24/03/2021

    Chapter 3 - PROSPETTIVISMO

    L’ontologia europea ci ha abituati a pensare al corpo come a qualcosa di dato, incontestabile e oggettivo, appartenente alla dimensione dell’innato e dello spontaneo.

    Eppure diventa inevitabile chiedersi quali siano le nostre sembianze nello scenario apocalittico che stiamo vivendo e quale la nostra postura.

    Abbiamo creato il nostro mondo nominando e differenziando ciò che ci sembrava l’Altro, il fuori di noi e dal punto che ci sembrava l’interno abbiamo proiettato lo sguardo del nostro “Io” umano e contemplato un quadro che ci sembrava infallibile.

    La traiettoria di questo sguardo si chiama Rappresentazione. Ciò che oggi abbraccia questo sguardo limitato, congelato nel tempo e nello spazio, è una distesa di macerie che ci costringe a ri-orientarci e a cercare epistemologie diverse. In questo capitolo di Worlds to Come, proviamo ad assumere lo sguardo degli amerindi brasiliani, insieme all’antropologo Eduardo Viveiros De Castro. La traiettoria di questo sguardo si chiama Prospettivismo. Le sonorità che si intrecciano alla nostra divagazione sono l’ultima produzione della label Indigenous Lifeforms, con la cantante Chyskyyrai (Valentina Romanova), Tim Hodgkinson e Ken Hyder e l’album Hybiscus di J.Zunz / Lorena Quintanilla.

    Tracklist:

    1. Sun Ra – Door of the Cosmos
    2. Rosi Braidotti - What is the Human in the Humanities today?
    3. Chyskyyrai / Tim Hodgkinson / Ken Hyder – Mokkour
    4. Chyskyyrai / Tim Hodgkinson / Ken Hyder – Tuul
    5. Chyskyyrai / Tim Hodgkinson / Ken Hyder – Degren
    6. J.Zunz – America is a continent
    7. J. Zunz – Four Women and darkness
    10/03/2021

    Chapter 2 - CORPI

    Per trascendere l'idea dell'essere umano come centro dell'ordine, è necessario rioccupare i nostri corpi, il primato della mente, l'idea di coscienza costruita sul senso univoco della narrazione dominante che ci ha spinto alla negazione della materialità che ci costituisce. Tornare al corpo è l'unico modo che abbiamo per trovare il nostro posto nello spazio della ricostruzione. Non si tratta del corpo come unità standardizzata, regolata e limitata, bensì del veicolo di potenzialità fisiche con cui sperimentiamo la nostra esistenza. Il corpo come unità semantica a partire dalla quale abitiamo un mondo che può accettarci solo se diventiamo coscienti e responsabili della nostra appartenenza a un ordine geologico, rizomatico, acquifero, atmosferico, dove l'organico è solo un altro strato, un rivestimento permeabile attraverso cui passano gli elementi. I corpi non nascono, si fanno. I corpi sono marcati (sessualizzati, razzializzati, animalizzati). I corpi sono simpoietici. Questo è ciò che esploriamo in questa puntata grazie alle pratiche artistiche di Johanna Hedva e Justin Randolph Thompson.

    Tracklist:

    1. Rosi Braidotti – Aspiration of a Posthumanist
    2. Johanna Hedva – The Knowable Universe
    3. Johanna Hedva – Beauty (feat. Simone Weil)
    4. Johanna Hedva – Lunar Maria (high version)
    5. Johanna Hedva – 2 Coins / Mary (live at Klosterruine Berlin 2020)
    6. Justin Randolph Thompson – Final Lift Off
    7. Justin Randolph Thompson – Mood Swinging Indigo
    8. Justin Randolph Thompson – Molto soul, molto black
    24/02/2021

    Chapter 1 - COMPOST

    Il nostro tempo sta finendo, possiamo sentire come il sistema si incrina; la sua caduta è quasi evidente. L'Antropocene, il Capitalocene e il Plantationocene sono diversi nomi per chiamare la stessa realtà feroce che sta mangiando quello che chiamavamo il nostro mondo.

    Come possiamo sopravvivere? È giusto lottare per noi mentre tutto l'ordine naturale ci ha dichiarato colpevoli? Non come umani di sicuro.

    Dobbiamo rinunciare a questa pelle di predatori insaziabili e fare un passo indietro, nudi e fragili come siamo veramente, iniziare il processo di una lenta e parziale guarigione.

    E poi appartenere, essere uno e nulla più: un fungo, un componente minerale, un mammifero di taglia media che vive e muore fianco a fianco con le altre creature, animali, batteri o piante, umile e silenzioso. Ci eravamo proclamati umani, ma possiamo essere COMPOST.

    In questo primo capitolo di Worlds To Come vi invitiamo ad ascoltare le pratiche sonore di due artisti che già si stanno facendo compost con la loro musica: la throat singer Inuit Tanya Tagaq e Luca Garino, artista sonoro e compositore con base a Torino che ci invita a “porgere orecchio” a suoni al limite dell'udibile, in comunicazione con le altre specie e con l’ambiente, in una relazione priva di supremazia e sfruttamento.

    Tracklist:

    1. Tanya Tagaq – Uja
    2. Tanya Tagaq – Submerged
    3. Tanya Tagaq – Damp Animal Spirits
    4. Luca Garino – Souffle (film sans images en cinq tableaux vivants)
    5. Luca Garino – Le metamorfosi notturne dell’essere
    6. Luca Garino – Traditional Lullabies adn reptiles hybrid set
    10/02/2021

    Zero Chapter

    Sulla superficie di questo pianeta infetto e agonico suoni di altri mondi sono già udibili, le loro onde diffondono un messaggio, parlandoci di qualcosa che forse non riusciamo ancora comprendere, ma di cui possiamo metterci in ascolto.

    Worlds to Come è una conversazione basata su ciò che David Burrows e Simon O'Sullivan hanno proposto nella loro opera Fictioning: The Myth-Functions of Contemporary Art and Philosophy e le idee che pensatrici come Donna Haraway e Rosi Braidotti hanno sviluppato nel tentativo di definire questo tempo di trasformazioni imminenti.

    Ma è anche una mappatura di pratiche sonore che si muovono tra finzione e realtà, virtuale e concreto, un passato che non c'è mai stato e un'audience ancora a venire. Pratiche che con diversi mezzi evocano demoni, parlano con i gatti, compongono nuove temporalità, il tutto in nome della costruzione di un futuro così alieno che nessuno di noi potrebbe nemmeno immaginarlo.

    Worlds to come are just begun!

    Tracklist:

    1. Sun Ra - Thats How I Feel
    2. Agnes Hvizdalek (voice) & Jakob Schneidewind (bass, electronics) – DEMI BROXA
    3. Tanya Tagaq - Retribution
    4. Saul Williams - The Noise Came From Here / FCK THE BELIEFS
    5. Arca - Nonbinary
    6. J. Zunz - Four women and a darkness
    7. Johanna Hedva - Beauty (feat. Simone Weil)
    8. Benedict Drew - Cacophony